“L’approccio al welfare aziendale sta cambiano radicalmente, è iniziato con esempi sporadici e sta diventando una pratica strategica importate delle nostre aziende con un approccio maturo e strutturato che guarda al lungo periodo”. Lo ha detto il country manager e ceo di Generali Italia, Marco Sesana, nel corso della presentazione del Rapporto 2020 – Welfare Index PMI.
Secondo Sesana oggi il welfare “ha una rilevanza molto diversa, ci sono aziende che fanno cose straordinarie per se stesse e per le loro comunità con una visione di lungo periodo che prima non si era mai vista”. “Tutte le indicazioni che abbiamo ci dicono che sta diventando una leva di gestione strategica ed un tema di discussione all’interno delle aziende, non solo all’interno delle Pmi” ha aggiunto “usare bene il welfare è un elemento che aiuta la produttività e innesca un circolo positivo perché parte dall’ascolto delle esigenze dei dipendenti e può dare una chiave di lavoro tutta diversa”.
Il welfare aziendale esce rafforzato dalla crisi Covid-19 e si afferma come una leva strategica per affrontare l’emergenza e per la ripresa sostenibile del Paese. La crisi Covid, evidenzia il rapporto, ha impresso un salto di qualità al welfare aziendale: per la prima volta le imprese attive superano il 50%, il 78,9% delle imprese ha confermato le iniziative di welfare in corso e il 27,7% ne ha introdotte di nuove o ha potenziato quelle esistenti. L’80% delle pmi ha dato materiali e fornito informazioni di tipo sanitario ai lavoratori mentre il 12% delle imprese ha attivato canali di supporto e servizi di consulto medico e assistenza sanitaria a distanza. Il 26,4% ha anche attuato iniziative aperte alla comunità esterna e di sostegno al sistema sanitario nazionale.
L’esperienza di crisi ha cambiato la cultura di gestione dell’impresa: il 91,6% delle pmi ha infatti dichiarato di avere acquisito maggiore consapevolezza della centralità della salute e della sicurezza dei lavoratori e oltre il 70% ha affermato che in futuro il welfare aziendale avrà maggior rilievo. Infine, il 65% ha dichiarato che l’azienda contribuirà maggiormente alla sostenibilità del territorio in cui opera.
Il welfare contribuisce significativamente anche al successo delle imprese. Welfare Index pmi ha svolto in collaborazione con Cerved, per la prima volta in Italia su numeri così ampi, un’analisi sui bilanci dell’ultimo biennio di oltre 3.000 imprese tra quelle partecipanti alla ricerca 2020, che ha statisticamente dimostrato che il welfare aziendale contribuisce significativamente ai risultati delle imprese, alla crescita della produttività e dell’occupazione.
Le imprese più attive nel welfare hanno un tasso di produttività che aumenta del 6% nel biennio, triplo rispetto alla media delle pmi, pari a 2,1%. Anche l’occupazione cresce nelle imprese più attive quasi del doppio: attestandosi all’11,5% rispetto alla media del 7,5%.
Secondo il Rapporto 2020, il welfare ha registrato in questi 5 anni una crescita continua: le imprese attive (ovvero quelle che attuano iniziative in almeno quattro delle dodici aree del welfare aziendale) sono raddoppiate negli ultimi cinque anni passando dal 25,5% del 2016 al 45,9% del 2019, al 52,3% nel 2020, segno che il movimento aziendale continua a crescere e lo fa anche nell’ultimo anno, trainato dalle imprese che ottengono benefici concreti dal welfare aziendale. Le aree di welfare con una crescita maggiore sono sicurezza, assistenza, sanità complementare, conciliazione e genitorialità.
“In questo nuovo contesto del Covid-19, attraverso Welfare Index PMI – ha dichiarato Marco Sesana – abbiamo osservato come le imprese hanno agito come soggetto sociale, oltre che economico e di mercato, per la loro diffusione nel territorio e per la vicinanza ai lavoratori e alle famiglie, dando vita a un nuovo welfare di sussidiarietà. Sono straordinarie storie di resilienza delle nostre pmi”.
Per saperne di più:

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...

Una rivolta senza memoria: la gioventù europea in piazza senza ideali e senza modelli da seguire | L...

Gianfranco Fini, ex presidente della Camera e ministro degli Esteri: “Ragazzi soli e senza modelli, ...

Intelligenza artificiale: “L'università deve formare il giudizio critico, non la dipendenza dagli al...

Carlo Messina, ceo Intesa Sanpaolo: “Un Pnrr delle banche e la vendita degli immobili pubblici per a...









