Il presidente di Unindustria, intervistato durante l’evento dell’Osservatorio Riparte l’Italia, rilancia la necessità di collegare meglio le aree produttive del Lazio con la Capitale e l’aeroporto di Fiumicino. Al centro anche il ruolo delle multinazionali, l’alta velocità ferroviaria e la collaborazione tra università e imprese per valorizzare i giovani talenti.
Un Lazio a un’ora da Roma, con collegamenti più efficienti tra le province, la Capitale e le principali infrastrutture nazionali. È la visione illustrata da Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria, intervistato il 15 ottobre 2026 in occasione dell’evento “Insieme per il futuro di Roma e del Lazio – Un anno dopo”, promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia, in partnership con Aeroporti di Roma, presso la Fondazione Civita nella Capitale.
Biazzo, intervenuto anche nel panel “Connettere per crescere: il valore della mobilità per il territorio”, ha evidenziato il ruolo strategico dell’industria laziale nell’economia nazionale e la necessità di accompagnarne la crescita attraverso nuovi investimenti infrastrutturali.
Nel corso dell’intervista, il presidente di Unindustria ha affrontato anche il rapporto tra sistema produttivo e formazione, sottolineando l’importanza di creare maggiori opportunità professionali per i giovani laureati della regione.
Giuseppe Biazzo: «Il Lazio è la seconda regione italiana per PIL»
Il primo tema affrontato dal presidente di Unindustria ha riguardato il peso economico e industriale del Lazio.
Secondo i dati richiamati da Biazzo, la regione occupa il secondo posto in Italia per prodotto interno lordo, mentre Roma rappresenta la quarta città industriale del Paese.
«Il Lazio è la seconda regione per prodotto interno lordo e Roma è la quarta città industriale italiana, quindi bisogna valorizzare queste nostre caratteristiche».
Una realtà produttiva che, secondo il presidente di Unindustria, merita maggiore attenzione e consapevolezza anche all’interno dello stesso territorio regionale.
L’economia laziale si caratterizza infatti per la presenza di importanti filiere industriali e di servizi, capaci di competere sui mercati nazionali e internazionali.
Biazzo ha citato, in particolare, i settori dell’aerospazio, della farmaceutica, dell’ICT, dell’audiovisivo, della logistica e dell’alimentare.
Un sistema economico articolato, che rappresenta una risorsa per la crescita del Lazio e dell’intero Paese.
Tuttavia, per consolidare questi risultati e attrarre nuovi investimenti, è necessario continuare a rafforzare le condizioni che rendono competitivo il territorio.
Un Lazio a un’ora da Roma: la proposta di Unindustria
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista ha riguardato la proposta di costruire un Lazio a un’ora da Roma, attraverso il potenziamento dei collegamenti tra la Capitale e le aree produttive delle province.
Biazzo ha spiegato che questa visione è stata presentata da Unindustria nel corso della propria assemblea, con l’obiettivo di valorizzare le diverse vocazioni industriali del territorio regionale.
«Abbiamo tante vocazioni industriali anche nelle province del Lazio che è necessario però collegare in maniera più efficiente».
La possibilità di raggiungere rapidamente Roma e le principali infrastrutture di collegamento rappresenta infatti un elemento importante per lo sviluppo delle imprese.
Una mobilità più efficiente può contribuire a rendere maggiormente accessibili le aree produttive, favorire gli scambi commerciali e creare nuove opportunità di investimento.
Il progetto richiede una visione infrastrutturale integrata, capace di coinvolgere trasporto ferroviario, collegamenti stradali e sistema aeroportuale.
In questa prospettiva, Roma assume il ruolo di centro di connessione tra le diverse realtà economiche del Lazio e i principali mercati internazionali.
Aeroporto di Fiumicino, una porta verso i mercati internazionali
Nel ragionamento del presidente di Unindustria, un ruolo centrale è svolto dall’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino.
Lo scalo rappresenta infatti un’infrastruttura fondamentale per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese e rafforzare l’attrattività economica della regione.
Biazzo ha richiamato i riconoscimenti internazionali ottenuti dall’aeroporto romano, sottolineando il valore strategico dei collegamenti aerei per il sistema produttivo laziale.
La presenza di un grande hub internazionale costituisce un elemento importante soprattutto per le imprese multinazionali, che hanno bisogno di collegamenti rapidi con i mercati esteri.
Secondo il presidente di Unindustria, nel Lazio sono presenti circa 150 multinazionali, una realtà che contribuisce alla dimensione internazionale dell’economia regionale.
Il rafforzamento delle infrastrutture diventa quindi una condizione importante per consolidare gli investimenti già presenti e favorirne di nuovi.
In particolare, Biazzo ha evidenziato la necessità di rendere sempre più efficienti i collegamenti tra le aree industriali delle province e l’aeroporto di Fiumicino.
Un obiettivo che si inserisce nella visione di un territorio regionale maggiormente integrato e competitivo.
Alta velocità a Ferentino e collegamenti ferroviari, le priorità per il Basso Lazio
Accanto al sistema aeroportuale, Biazzo ha richiamato l’importanza delle infrastrutture ferroviarie per lo sviluppo economico del Lazio.
Tra gli interventi citati figura la prevista fermata dell’alta velocità nel Basso Lazio, a Ferentino, considerata strategica per migliorare i collegamenti dell’area meridionale della regione.
Secondo il presidente di Unindustria, il potenziamento del sistema ferroviario rappresenta uno degli strumenti per rendere più accessibili i territori produttivi e favorire la mobilità delle persone.
L’obiettivo è costruire una rete di collegamenti che consenta alle imprese di operare in un contesto più efficiente, riducendo le distanze e migliorando le connessioni con i principali nodi infrastrutturali.
Il rafforzamento del trasporto su ferro deve procedere insieme al miglioramento delle infrastrutture stradali, in una prospettiva di maggiore integrazione tra le diverse modalità di mobilità.
Una strategia che può contribuire a valorizzare le vocazioni industriali delle province e a rafforzare il ruolo del Lazio nel sistema economico nazionale.
Unindustria e Regione Lazio, il piano industriale per lo sviluppo
Nel corso dell’intervista, Giuseppe Biazzo ha affrontato anche il rapporto tra mondo produttivo e istituzioni.
Il presidente di Unindustria ha ricordato il lavoro svolto dall’associazione per definire un piano industriale dedicato alla Regione Lazio, finalizzato a individuare le priorità e le opportunità di crescita del territorio.
Secondo Biazzo, il piano è stato recepito dall’amministrazione regionale, avviando un percorso di collaborazione per accompagnare gli interventi necessari allo sviluppo economico.
Un esempio del valore che può assumere il dialogo tra istituzioni e imprese nella definizione delle politiche territoriali.
Il confronto, tuttavia, non deve limitarsi al rapporto tra amministrazioni pubbliche e sistema produttivo.
Per Biazzo è importante coinvolgere anche la società civile, le università e i centri di ricerca, così da valorizzare pienamente le competenze presenti nella regione.
Una prospettiva coerente con il modello di dialogo promosso dall’Osservatorio Riparte l’Italia.
Università e imprese, la sfida di trattenere i giovani talenti
Uno dei temi più interessanti affrontati da Giuseppe Biazzo ha riguardato il capitale umano e il rapporto tra sistema universitario e mondo del lavoro.
Roma ospita numerose università e rappresenta uno dei principali poli di formazione del Paese.
Tuttavia, secondo il presidente di Unindustria, molte delle eccellenze industriali presenti nel Lazio non sono sufficientemente conosciute dai giovani che completano il proprio percorso di studi.
Questa distanza tra formazione e sistema produttivo contribuisce, nella sua analisi, a spingere numerosi laureati verso opportunità professionali in altre regioni o all’estero.
Per contrastare questa tendenza, è necessario rafforzare la conoscenza reciproca tra università e imprese, valorizzando le opportunità offerte dal territorio.
«Bisogna far conoscere meglio le realtà industriali che ci sono nella nostra regione».
Una maggiore integrazione tra formazione, ricerca e mondo produttivo può contribuire ad ampliare le prospettive occupazionali dei giovani e a sostenere l’innovazione delle imprese.
Rome Technopole, ricerca e innovazione al servizio dell’industria
Nel delineare le iniziative dedicate alla valorizzazione dei talenti, Biazzo ha richiamato anche il ruolo di Rome Technopole, la fondazione impegnata nel rafforzamento dei collegamenti tra università, centri di ricerca e sistema produttivo.
L’obiettivo è favorire la collaborazione tra le diverse realtà, mettendo in relazione la formazione universitaria con le necessità di innovazione delle imprese.
Secondo il presidente di Unindustria, questo percorso può contribuire a creare nuove opportunità professionali per i giovani e a valorizzare le competenze sviluppate nel Lazio.
La capacità di trattenere i talenti rappresenta infatti un elemento decisivo per la competitività del sistema industriale regionale.
In questa prospettiva, lo sviluppo non dipende soltanto dalla disponibilità di infrastrutture materiali, ma anche dalla capacità di costruire connessioni tra conoscenza, ricerca e produzione.
Un sistema capace di integrare queste dimensioni può rafforzare l’attrattività del Lazio e sostenere la crescita delle sue filiere industriali.
Riparte l’Italia, infrastrutture e capitale umano per la crescita del Lazio
L’intervista a Giuseppe Biazzo, realizzata durante l’evento “Insieme per il futuro di Roma e del Lazio – Un anno dopo”, ha evidenziato come il futuro industriale della regione sia strettamente legato alla qualità delle infrastrutture e alla capacità di valorizzare le competenze presenti sul territorio.
La proposta di un Lazio a un’ora da Roma sintetizza una visione di sviluppo nella quale la Capitale diventa il principale punto di collegamento tra le province, le aree produttive e i mercati internazionali.
Il ruolo dell’aeroporto di Fiumicino, il potenziamento della rete ferroviaria e la valorizzazione delle filiere industriali rappresentano elementi centrali di questa strategia.
Allo stesso tempo, il richiamo alla collaborazione tra università e imprese sottolinea l’importanza di accompagnare gli investimenti infrastrutturali con politiche capaci di sostenere l’innovazione e creare opportunità per i giovani.
Una prospettiva che si inserisce nel percorso promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia, impegnato a favorire il dialogo tra istituzioni, imprese e società civile sui principali temi della crescita nazionale.
Per saperne di più:

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...

Aeroitalia lancia l'allarme: senza aiuti a rischio i voli per la Sardegna, con caro carburante e aum...

Nathalie Dompé, CEO del gruppo farmaceutico: così l’intelligenza artificiale cambierà la ricerca sui...

Infrastrutture e geopolitica, Enzo Peruffo: le scelte strategiche per la competitività dell'Italia e...

Aeroporto di Fiumicino, Marco Troncone: «Il momento per pianificare e decidere è adesso»






