Asal, Associazione delle aziende italiane che si occupano di allestimento e della fornitura di beni e servizi nelle fiere, sollecita nuovamente un intervento a sostegno degli allestitori fieristici, non più procrastinabile.
Non si placano le incertezze dei calendari fieristici, come quelli di Cosmoprof, Cibus, Micam, che provano a riposizionare le manifestazioni nella seconda metà del 2021, sperando in una ripresa dell’attività, continuamente rimandata. È sempre più profonda la crisi per le aziende del settore, ferme dal febbraio 2020, e che oggi si trovano senza fatturato e senza prospettive almeno fino a fine estate. Un settore che i ristori hanno solo accarezzato, visto che gli allestitori hanno ricevuto contributi inferiori al 3% del mancato fatturato 2020 rispetto al 2019 (pari all’80% di due miliardi di euro).
Un’agonia senza fine, questa è la prospettiva. Asal, per bocca del presidente Sandro Stipa, chiede al Paese e alle sue Istituzioni di intervenire con determinazione, risorse, progetti che possano aiutare gli imprenditori a conservare fiducia nel lavoro proprio e dei propri collaboratori. «Asal – Federlegnoarredo ritiene ormai non più procrastinabile un intervento a sostegno del settore che possa compensare questa immobilità. Aprire le Fiere in sicurezza e riattivare il sistema fieristico italiano non può non essere una priorità per lo sviluppo del nostro Paese e un pezzo della strada da fare per uscire dalla crisi».
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