La proposta del direttore dell’Agenzia delle Entrate Enrico Maria Ruffini di una radicale semplificazione degli adempimenti Irpef e Iva, per lavoratori autonomi, professionisti e partite Iva, che segnerebbe il passaggio da un prelievo sugli incassi presunti a uno sugli incassi effettivi è stata ben accolta dal governo e potrebbe entrare nell’annunciata riforma complessiva del fisco.
“La mia riflessione mira a superare lo stress e l’ansia che circa 4 milioni di contribuenti tra autonomi, professionisti e partite Iva vivono ogni anno in relazione a un calendario di scadenze fiscali, spesso soggetto a cambiamenti” spiega in un’intervista al Corriere della Sera. Per le persone fisiche “titolari di partita Iva e per le società di persone si tratterebbe di passare a un sistema di cash flow tax, cioè di tassazione per cassa. Si introdurrebbe un sistema di liquidazione periodica mensile o trimestrale delle imposte sui redditi basato sugli incassi e le spese effettivi”, aggiunge. Questo “eliminerebbe l’attuale sistema degli acconti e dei saldi, che genera l’ansia di doversi procurare una provvista per pagare le imposte in anticipo rispetto a un anno che ancora non si sa come andrà e poi per il saldo, magari andando in credito con la conseguente attesa del rimborso”.
Se governo e parlamento varassero domani questa riforma, per renderla operativa ci vorrebbero “pochi mesi”. Si potrebbe andare per tappe, con una prima fase in cui coinvolgere solo le imprese minori in contabilità semplificata e i contribuenti in regime forfettario, “in tutto circa 3 milioni di soggetti”. Poi, in una seconda fase, “si potrebbero aggiungere autonomi, professionisti e società di persone in contabilità ordinaria, un altro milione circa”.
Il governo “ha tra gli obiettivi della riforma la riduzione del prelievo sul ceto medio. E anche il contrasto all’evasione, perché l’equazione “pagare meno, pagare tutti” è sempre valida”.
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