Sono circa 133 miliardi di euro le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza già spese, pari a circa l’81% dei 166 miliardi finora ricevuti dall’Italia su una dotazione complessiva di 194,4 miliardi.
È quanto emerge dall’ottava relazione del Governo sullo stato di attuazione del Pnrr, datata 23 settembre 2026 e riferita al 31 agosto 2026, data di conclusione del conseguimento di target e milestone, analizzata da ItaliaOggi in un servizio a cura di Andrea Mascolini.
A fine agosto risultavano censiti 687.116 progetti, e oltre 9.000 interventi sono ancora in fase di esecuzione.
La struttura del Piano
Nella fase finale di attuazione, e anche dopo tutte le revisioni, compresa l’ultima approvata dal Consiglio dell’Unione europea il 27 agosto 2026, il Pnrr ha mantenuto l’intera dotazione finanziaria di 194,4 miliardi di euro: 71,8 miliardi (circa il 37%) sono sovvenzioni e 122,6 miliardi prestiti.
Alle sovvenzioni sono legati 306 fra target e milestone, ai prestiti 206.
Tra le sette missioni, la quota più consistente è andata alla Missione 2, “Rivoluzione verde e transizione ecologica” (58 miliardi), seguita dalla Missione 1, “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo” (43,5 miliardi), e dalla Missione 4, “Istruzione e ricerca” (30,2 miliardi).
Insieme, queste tre missioni assorbono il 68% della dotazione complessiva.
Al 31 agosto 2026 l’Italia aveva incassato 166 miliardi, cioè l’85% del totale, con 416 obiettivi su 572 valutati positivamente dalla Commissione europea.
A questi si aggiungeranno la decima e ultima rata, da 28,4 miliardi, relativa a 156 obiettivi, attesa entro la fine dell’anno.
L’ultima revisione
La revisione approvata dal Consiglio Ue ha interessato 118 misure e riallocato 2,44 miliardi.
Di questi, 1,2 miliardi sono stati riprogrammati dalla misura RoSCo (Rolling Stock Company, per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario), mentre il credito d’imposta Zes è uscito dal Piano.
Sono stati invece potenziati gli interventi su infrastrutture idriche, comunità energetiche e Transizione 4.0; sono entrati nel Piano anche il Green Tax Credit, con 721 milioni, e i treni diagnostici, con 108 milioni.
Progetti e cantieri
Tra il 30 novembre 2025 e il 31 agosto 2026 i progetti censiti sono passati da 550.917 a 687.116.
Di quelli relativi a lavori, 9.772 risultano ancora in esecuzione, mentre gli altri sono conclusi o in via di conclusione.
Tra i cantieri aperti, come segnala ItaliaOggi, figurano importanti opere ferroviarie, sulle quali pesano le criticità legate al “caro-materiali”, che ha reso necessaria la messa in cassa integrazione di molti operai e il blocco dei cantieri.
La spesa
Nello stesso periodo la spesa è salita da 101,3 a 133,17 miliardi.
Al netto dei circa 24 miliardi destinati a strumenti finanziari, utilizzabili anche dopo il 2026, l’avanzamento si colloca intorno al 76%.
Per il Governo si tratta di un dato che “evidenzia un significativo livello di avanzamento nell’attuazione finanziaria del PNRR, pur in presenza di differenze tra le singole Missioni, riconducibili sia alla diversa entità delle risorse assegnate, sia alla peculiarità degli interventi e delle relative modalità di attuazione”.
Oltre la scadenza
L’esecutivo sottolinea che, se al 31 agosto 2026 si è chiuso il calendario degli obiettivi, non risulta invece chiuso il programma di opere collegato al Pnrr.
Secondo quanto riporta ItaliaOggi, nel Dpfp 2026 è previsto che circa 46,5 miliardi di spesa collegata al Piano, pari a circa 2 punti di Pil, saranno sostenuti dopo il 2026.
A questi si aggiungeranno economie per circa 3,3 miliardi: 1,587 miliardi già rilevate a febbraio 2026 e ulteriori 1,698 miliardi emerse a settembre.
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