“La vera battaglia è questa: se i temi del lavoro sono ancora importanti in questo Paese, o si abbraccia una vecchia logica per la quale la competitività va raggiunta attraverso la riduzione dei trattamenti economici. I lavoratori dipendenti sono stati sacrificati e mortificati sull’onda della crisi sanitaria ed economica, e anche i dipendenti della Pa hanno perso in media il 7% del potere d’acquisto negli ultimi 10 anni. Non credo che sia un peccato rivendicare il rinnovo dei contratti”.
Così, in un’intervista a la Repubblica, il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, in merito allo sciopero indetto dal comparto della Pubblica amministrazione definito “esorbitante” dalla ministra Dadone. Quanto alla richiesta economica, spiega: “Dai 3,8 miliardi messi a disposizione vanno tolti 310 milioni per l’indennità di vacanza contrattuale, 250 per mantenere l’elemento perequativo e 210 per il trattamento accessorio delle forze dell’ordine. Alla fine l’aumento vero medio si riduce a circa 83 lordi che, depurati di oneri e tasse, non arriverebbero a 40 euro medi mensili netti. E poi dire che scioperiamo solo per gli aumenti contrattuali è una semplificazione che fa comodo”.
Per Bombardieri, infatti, “l’Italia è ormai agli ultimi posti per rapporto tra popolazione e pubblici dipendenti, altri 500 mila dipendenti sono pronti ad andar via con Quota 100. Servono una riforma e un rilancio della pubblica amministrazione come strumento di garanzia dei servizi per gli utenti. C’è il tema del precariato: 150 mila rischiano di perdere il lavoro. Se si vuole risparmiare, perché non si guarda ai 2 miliardi di consulenze spesi ogni anno per pagare personale scelto dai politici che entra nella Pa senza concorso e ha trattamenti superiori a quelli dei dipendenti? Perché i dispensatori di odio non chiedono di spendere il 25% di questa cifra per i concorsi e le assunzioni, anziché spingere per abbassare il trattamento economico di chi guadagna 1.200 euro al mese?”.
Infine, sulla scelta del 9 dicembre che sembra pensata per favorire il “ponte”, il leader della Uil chiosa: “Ricordo che lo sciopero significa che uno rinuncia a una giornata di paga. Se si vuole fare vacanza ci si mette in ferie”.
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