“Chi ama davvero qualcuno deve avere a cura il suo bene, e perciò deve agire con responsabilità quando ci sono fattori di rischio che possono attentare ad esso. Il CoViD è un terribile fattore di rischio”. Così, rispetto a come vivere il prossimo Natale, monsignor Bruno Forte, teologo napoletano e guida dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, in una intervista al Mattino.
“Le relazioni anche fra amici e congiunti devono essere in questo tempo di pandemia più che mai limitate – aggiunge – Salute e famiglia si conciliano dunque pienamente nel segno degli affetti responsabilmente vissuti. Alcuni segni della tradizione potremo mantenerli, come in particolare il presepe. Per il resto bisognerà essere attenti a non creare occasioni di contatto che potrebbero essere rischiose, specialmente per i più avanti in età. Ci vorrà maggiore sobrietà nell’aspetto conviviale ed anche nello scambio dei doni”.
Rispetto alle azioni messe in campo dalla Chiesa, monsignor Forte spiega che “le nostre Caritas si sono attivate per venire incontro alle tante richieste di aiuto alimentare. La Chiesa italiana ha stanziato risorse straordinarie. Si tratta di un fiume in piena, che stiamo cercando di gestire al meglio”. In merito al rapporto tra il Natale e il consumismo, la società “dovrà misurarsi con una nuova sobrietà, che ci renda tutti più attenti agli altri, nell’urgenza di una condivisione maggiore e più equa dei beni, nel rispetto dell’ambiente, tanto minacciato come dimostra il disastro climatico in corso, nella scelta di stili di vita molto più sobri e attenti al bene comune. Qualcosa di analogo l’Italia lo ha vissuto nell’immediato dopoguerra: si tratta di far rinascere quello spirito”.
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