Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Messina: “Bene il decreto Rilancio. Ora sbloccare i cantieri. Si segua il modello Genova”

Cerca
ANALISI E SCENARI
OSSERVATORIO IDEE
OSSERVATORIO IMPRESE

Visto il contesto emergenziale nel quale è stata concepito, lo giudico una buona manovra. Non deve essere facile per chi è al governo misurarsi con una fase di straordinaria complessità come quella attuale. E non solo nel nostro Paese.”. 

Così, in una intervista a ‘Il Messaggero’ il ceo di Intesa SanPaolo, Carlo Messina, giudica di dl Rilancio. “Il provvedimento potrà essere migliorato, ma trovo che abbia un carattere strategico all’altezza del momento. Sarà fondamentale far arrivare rapidamente a destinazione le risorse stanziate”, sottolinea. Sul fronte della politica industriale “da anni sono fermi strade, ferrovie, scuole, opere di difese del suolo, porti con progetti già perfezionati. Bisogna estendere il Modello Genova che, come dimostrano i fatti, ha portato rapidamente risultati apprezzabili” afferma il ceo. Quanto ai problemi più imminenti da affrontare “credo sia necessario – afferma Messina – tenere alta l’attenzione rispetto al rischio di un forte aumento della povertà. Dobbiamo mitigare gli impatti sociali di una crisi profonda. I risvolti potenzialmente più drammatici potranno essere contenuti se saremo in grado di mettere in campo strumenti concreti e innovativi”. 

Il riferimento, al di là delle misure per i più bisognosi, è “a interventi più strutturali, con equilibrio di risorse tra pubblico e privato. A qualcosa di simile a quanto abbiamo fatto noi con la città di Bergamo. Interventi a fondo perduto e prestiti d’impatto a lunga scadenza e a tassi molto bassi – sottolinea il ceo – destinati alle piccole imprese, esercizi commerciali e artigiani, strutture di base del tessuto produttivo locale”. Secondo Messina “se il Decreto Semplificazione promesso dal governo sarà varato in tempi brevi, potrà avviare i motori di una ripresa sana, che riconduca il Pil a crescere a ritmi del 2%”. Sul ‘Messaggero’, Romano Prodi ha detto che è dall’edilizia che bisogna partire, dai grandi progetti infrastrutturali già finanziati e però bloccati. “Prodi ha ragione e il suo ragionamento è condivisibile. Da anni sono fermi strade, ferrovie, scuole, opere di difese del suolo, porti con progetti già perfezionati. Bisogna estendere il Modello Genova che, come dimostrano i fatti, ha portato rapidamente risultati apprezzabili. Inoltre siamo un Paese con forti potenzialità nell’economia circolare. E con ritardi nella digitalizzazione delle imprese”. L’eccesso di burocrazia nella classifica dei mali che affliggono il nostro sistema andrebbe messo “probabilmente in cima. Lo abbiamo sperimentato direttamente nel nostro intervento da 100 milioni varato a febbraio, allo scoppiare dell’emergenza, e destinato a interventi d’urgenza per il sistema sanitario. Abbiamo deciso di metterli a disposizione delle istituzioni e, nonostante la buona volontà delle strutture con cui abbiamo collaborato, le difficoltà nel far arrivare le risorse a destinazione sono state enormi”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.