Tredici proposte per far ripartire l’economia, sfruttando il ruolo fondamentale delle cooperative, «una trincea nei confronti del virus e della solitudine». Il presidente Maurizio Gardini, ha presentato il programma con le proposte di Confcooperative per risollevare il Paese. Il tutto sotto gli occhi del premier Conte e dei ministri presenti alla 40esima assemblea nazionale della confederazione, in rappresentanza delle oltre 18.100 cooperative aderenti.
Una bomba sociale da disinnescare
Secondo il presidente di Confcooperative, c’è una bomba sociale pronta ad esplodere in Italia. Una bomba sociale che riguarda imprese e famiglie e che deve essere disinnescata. In questo modo: «Bisogna investire sulle imprese virtuose che generano lavoro dignitoso, riducendo ulteriormente il cuneo fiscale che pesa circa il 10% in più della media Ocse». L’Italia con oltre 3 milioni di lavoratori irregolari o in nero e 2,8 milioni di working poor l’Italia rischia 6 milioni di pensionati poverissimi entro 20-30 anni. Per Gardini, la riduzione ulteriore del cuneo fiscale sarebbe una delle mosse per ridare più liquidità in tasca alle imprese e ai lavoratori.
Tra le 13 proposte avanzate da Gardini, oltre alla riduzione del cuneo fiscale, c’è la necessità di un riordino delle innumerevoli leggi vigenti. La burocrazia è «un macigno che pesa su imprese e cittadini per 31 miliardi di euro. Porta via alle imprese oltre 6 settimane per i 14 principali adempimenti fiscali». Serve poi ridurre i tempi di pagamento della Pubblica amministrazione. Solo negli ultimi dieci anni è stato verificato come almeno 100.000 le imprese siano fallite a causa dei ritardati pagamenti.
Fondamentale sarà lo sblocco dei cantieri per realizzare le opere ferme, mettendo in sicurezza i territori. Si attesa che i danni da eventi climatici estremi, se non si inverte la rotta, rischiano di pesare entro il 2050 fino al 10% del Pil. E secondo Gardini i soldi del Recovery Fund dovranno servire anche a quello.
C’è la necessità di innovazione nell’economia italiana. E il presidente di Confcooperative chiede infatti almeno 1,5 miliardi in più all’anno di investimenti nell’innovazione, mantenendo il potenziamento degli incentivi per “Imprese 4.0”.
Il Reddito di Cittadinanza non basta
Gardini ha poi chiesto l’abolizione della plastic e sugar tax, oltre al completamento della riforma del terzo settore e dell’impresa sociale. Le famiglie in primo piano. Soprattutto con i cali delle nascite che lasciano l’Italia in fase di stallo demografico. Una possibilità per incentivare l’aumento demografico potrebbe essere l’istituzione di asili nido gratuiti e la defiscalizzazione degli investimenti per gli asili e il welfare aziendale. Ma è sui poveri che c’è bisogno di fare molto e subito. Gardini ha infatti sottolineato la necessità di nuove misure di contrasto alla povertà e di coinvolgimento in politiche attive. Il reddito di cittadinanza, insomma, non basta.
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