Serviranno almeno un paio d’anni per vedere il prodotto interno lordo arrivare ai livelli pre-Covid, ma i mercati, che anticipano di 6-12 mesi, a livello globale sono già sui massimi e potrebbero salire ancora, con un particolare focus sulla sostenibilità. A fare il punto con l’Agi è Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di Ubs WM in Italia.
“Nei prossimi mesi – dice – ci aspettiamo una ripresa forte dell’economia quasi dappertutto, con l’eccezione di alcuni paesi emergenti. Questo rimbalzo, però, non ci riporterà ai livelli del 2019: per raggiungere quei livelli la strada sarà più lunga”.
Sullo scenario, però, rimangono alcuni punti d’incertezza: “Molto, ovviamente, dipende dalla seconda ondata di coronavirus, che mi sembra ormai sia partita. È anche necessario capire che direzione prenderanno la campagna elettorale e le elezioni negli Usa – aggiunge Ramenghi – di fronte a questo scenario Ubs è abbastanza positiva sul mercato azionario. È vero che le borse hanno corso tanto, a fronte di un’economia che andava male – ragiona il capo degli investimenti della banca svizzera in Italia – ma i mercati anticipano l’economia di 6-12 mesi e la composizione degli indici non è la stessa dell’economia quotidiana. Non ci sono i servizi alla persona, non ci sono le piccole imprese, non ci sono i ristoranti. C’è un mix settoriale diverso e anche questo aiuta un andamento divergente. Altro punto è l’enorme massa di liquidità che arriva dalle banche centrali, a cui, diversamente dalla crisi del 2008, si affiancano politiche fiscali aggressive. Allora lo fecero solo gli Stati Uniti, ora lo fanno tutti e soprattutto lo fa l’Unione europea”.
Nonostante i listini mondiali siano di nuovo sui massimi e in alcuni casi li abbiano anche superati, per Ramenghi al momento non c’e’ il rischio di una bolla: “Si crea una bolla sui mercati se c’è un andamento a lungo divergente fra le borse e l’economia reale. Se viene immessa liquidità che poi non arriva in nessun modo in economia reale il rischio c’è. Se fossimo davanti a uno scenario in cui l’economia non riesce a ripartire neanche fra sei mesi o un anno e si rivelasse danneggiata in modo strutturale potremmo essere avanti ad una bolla, ma pensiamo che lo shock venga riassorbito in un paio d’anni”.
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