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[Lo scenario] Mosca medita la ritorsione contro il price cap, ma il suo metano non ha altri sbocchi

“Inaccettabile”, così il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha definito l’accordo dei Ventisette sul tetto al prezzo del gas. “E’ una violazione del processo di determinazione dei prezzi di mercato, una distorsione, qualsiasi riferimento a un prezzo massimo non può essere accettato”, ha detto promettendo “una reazione” da parte di Mosca. Risposta che, ha precisato il ministro dell’Energia russo Nikolaj Shulginov, verrà presa soltanto dopo aver analizzato la situazione. “Esamineremo tutte le condizioni associate a tale decisione e prenderemo la nostra: è necessario calcolare tutte le condizioni, come con il petrolio”, ha detto Shulginov, aggiungendo che “penso che la misura sarà simile a quella che prenderemo per il tetto al petrolio”.

Il decreto del Cremlino sulle contromisure al prezzo massimo del petrolio russo, scattato lo scorso 5 dicembre, sarebbe già stata abbozzato, scrive La Repubblica. Stando ad anticipazioni del quotidiano russo economico Vedomosti, vieterebbe la vendita di petrolio se il contratto specifica come beneficiario un Paese che ha aderito al massimale e se il massimale compare come condizione nel contratto o se i prezzi di riferimento fissati sono pari al massimale. Ma il Cremlino potrebbe decidere di tagliare già ora le forniture alla Ue? A leggere la stampa filogovernativa, più che sulle contromisure, Mosca conta di più sul reindirizzamento delle sue forniture dall’Europa verso mercati più remunerativi, compresi la Cina e altri Paesi della regione Asia-Pacifico, anche se le società russe potrebbero aver bisogno di almeno due o tre mesi per dirottare completamente tutti i volumi di esportazione verso altre regioni.

Ma spostare i flussi di gas da un compratore a un altro, o almeno quelli che viaggiano via tubo, è molto più difficile. Ian Bremmer, presidente e fondatore di Eurasia Group, la più importante società di ricerca e consulenza sul rischio politico a livello globale, non ha dubbi: “l’Unione Europa ha dimostrato che può vivere senza il gas russo, mentre la Russia non ha altri posti dove inviare le sue forniture”.

“L’abilità russa di reagire in maniera punitiva è virtualmente nulla. Tagliando le forniture all’Europa, Putin ha privato il suo Paese di ogni leva”, ha aggiunto. Più cauto Simone Tagliapietra,ricercatore del Bruegel Institute, think tank economico con sede a Bruxelles: “date le tutele, è difficile dire il reale impatto del tetto al prezzo del gas. Non si tratta di una soluzione miracolosa: gli europei dovrebbero concentrarsi sulle vere soluzioni: la riduzione della loro domanda e transizione verde”. E, in effetti, così è stato in questi mesi. Il peso crescente delle rinnovabili, le misure di efficienza energetica, nonché i piani risparmio varati dai governi hanno fatto diminuire la domanda di gas.

Così, l’Europa sarà in grado di passare l’inverno senza particolari contraccolpi, sia economici sia negli stili di vita. Tradotto: nonostante i flussi di gas russo verso l’Unione europea siano calati tra il 70 e l’80 per cento da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, l’Europa non rischia di rimanere al freddo e la sua industria non dovrà razionare l’attività dei suoi impianti per mancanza di combustibile. Tutto questo è avvenuto perché l’estate scorsa i governi della Ue hanno riempito per tempo gli stoccaggi, gli ex giacimenti di metano oramai esausti dove si immagazzina il gas nei mesi estivi per essere utilizzato nella stagione fredda.

In Italia, per dire, nei mesi di gennaio e febbraio si consuma in media il 40 per cento di gas, per la maggior domanda dei riscaldamenti domestici e degli uffici. Certo, tutto questo ha avuto un costo: nell’agosto scorso, al momento di massima domanda per il riempimento degli stoccaggi, le quotazioni sono salite fino a un record storico di 345 euro al megawattora, quando soltanto un anno prima non andavano oltre i 20-25 euro. A questi livelli, per Vladimir Putin non è stato un problema vendere meno gas incassando piu’ di quanto faceva prima dell’offensiva.

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