Secondo uno studio della Hoover Institution, la Proposition 40 rischia di far perdere allo Stato quasi 39 miliardi di dollari invece di farli incassare
La storia delle patrimoniali insegna che finiscono quasi sempre per raccogliere molto meno del previsto, perché i contribuenti colpiti trovano il modo di sottrarvisi.
È quanto rischia di accadere anche in California con la Proposition 40, il referendum sulla tassa sui grandi patrimoni, che secondo una nuova ricerca firmata da Joshua Rauh e Benjamin Jaros della Hoover Institution potrebbe tradursi in una perdita netta di gettito pari a 38,9 miliardi di dollari.
A riportarlo è il Wall Street Journal, che dedica allo studio un editoriale dal titolo eloquente: “California’s Wealth Tax Boomerang”, il boomerang della patrimoniale californiana.
La proposta e le promesse
A promuovere la misura è il sindacato SEIU United Healthcare Workers West, insieme ai suoi alleati, che la presenta come un prelievo “una tantum” del 5% sul patrimonio dei residenti con una ricchezza netta superiore al miliardo di dollari.
Secondo i promotori, la tassa porterebbe nelle casse pubbliche 100 miliardi di dollari, versati da circa 200 miliardari.
Una scommessa rischiosa, osserva il Wall Street Journal, che potrebbe ritorcersi contro lo Stato.
La fuga dei patrimoni
Il primo problema è già evidente.
Stando a quanto emerso pubblicamente, sette miliardari con un patrimonio complessivo di 539,9 miliardi di dollari hanno lasciato la California nel periodo compreso tra il deposito dell’iniziativa, lo scorso autunno, e il 1° gennaio 2026, data presa a riferimento per stabilire la residenza ai fini dell’imposta.
Significa che quasi il 30% della base imponibile potenziale della Proposition 40, stimata in 1.900 miliardi di dollari, è già svanito.
Altri miliardari potrebbero essersi trasferiti nel corso di quest’anno e riuscire comunque a evitare il prelievo in caso di approvazione, perché i tribunali potrebbero bocciarne l’applicazione retroattiva.
Le fragilità giuridiche
Gli economisti della Hoover Institution individuano almeno otto punti deboli sul piano legale: tra questi, la valutazione del patrimonio mondiale del contribuente e metodi di stima discutibili per gli asset non quotati.
Quante probabilità ha la Proposition 40 di superare indenne tutti i ricorsi?
Poche, secondo il quotidiano newyorkese.
Lo studio tiene conto proprio del rischio che alcune o tutte le disposizioni vengano annullate, eventualità che ridurrebbe ulteriormente la base imponibile.
Il conto dell’imposta sul reddito
C’è poi un secondo effetto, meno visibile ma decisivo.
Con la partenza dei miliardari, lo Stato perderebbe anche il gettito annuale dell’imposta sul reddito che questi contribuenti versano.
Rauh e Jaros stimano che i miliardari californiani paghino ogni anno tra 3,3 e 5,8 miliardi di dollari di imposta statale sul reddito, una cifra destinata a crescere insieme ai loro redditi in assenza della Proposition 40.
Secondo gli autori, la riduzione di questi versamenti finirebbe per superare le entrate generate dalla patrimoniale.
“I flussi di cassa dello Stato seguiranno un andamento simile a quello della vendita di un titolo finanziario: lo Stato riceve oggi un pagamento anticipato da un ristretto gruppo di contribuenti in cambio della perdita di un flusso di pagamenti futuri”, si legge nello studio.
Il risultato complessivo, appunto, sarebbe un ammanco di 38,9 miliardi di dollari per le casse californiane.
La conclusione del Wall Street Journal è netta: la Proposition 40 ha già prodotto danni e, se dovesse passare, porterà più dolori che benefici.
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