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I professionisti risorsa strategica per il Paese | L’analisi di Marco Natali

Natali: «Una risorsa strategica per il Paese». Calderone: «Urgente il ricambio generazionale». Schlein, Lupi e Conte a confronto su welfare, equo compenso e aggregazioni

I liberi professionisti come motore di competenze, innovazione e crescita. È il messaggio con cui Marco Natali, presidente di Confprofessioni, ha aperto a Roma il congresso “Professionisti. Sessant’anni di visione 1966-2026″. «I liberi professionisti continuano a essere una risorsa strategica per il Paese: mettono in campo competenze, generano innovazione, offrono servizi e contribuiscono in modo decisivo alla crescita economica e sociale», ha dichiarato Natali.

L’anniversario della Confederazione, nata dall’esperienza di Consilp, è diventato l’occasione per affrontare tre nodi dello sviluppo: disuguaglianze, inverno demografico e transizione energetica. All’apertura dei lavori sono intervenuti il presidente del Senato Ignazio La Russa, con un videomessaggio, Elly Schlein, Maurizio Lupi e Giuseppe Conte. È stata inaugurata anche la mostra “Le donne della Repubblica“, realizzata con l’agenzia Ansa, dedicata al contributo femminile alle trasformazioni del lavoro e della società.

Far crescere la torta

Per Natali, le distanze tra generi, generazioni e territori richiedono politiche fondate sui bisogni reali. «Non si tratta soltanto di redistribuire la ricchezza, ma anche di far tornare a crescere la torta», ha osservato, ricordando che il reddito delle famiglie è ancora al 90% rispetto al 2006. La proposta è quella di un welfare preventivo, capace di intercettare le nuove fragilità.

La ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, intervenuta in video nel panel con Sara Cirone, Simone Gamberini, Valeria Marzullo e Paola Aversa, ha sottolineato l’urgenza del ricambio generazionale: «Oggi gli under 35 rappresentano appena il 17% del totale».

Centrale anche il tema dell’equo compenso, a tutela della dignità del lavoro e della qualità delle prestazioni. Marzullo ha collegato la parità professionale alla condivisione della cura familiare: le opportunità restano diseguali quando questo impegno ricade soprattutto sulle donne.

Demografia e cura

La questione attraversa anche il confronto sulla demografia, che ha visto protagonisti il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli, Alessandra Minello, Alessandro Rosina e Ludovica Zichichi. «Servono studi più strutturati, un rafforzamento dei congedi per chi lavora in proprio e più professionisti della cura», ha sostenuto Zichichi. Natali ha richiamato il sistema di bilateralità costruito con Cadiprof ed Ebipro, chiedendo alle istituzioni politiche del tempo e servizi domiciliari estesi anche al lavoro autonomo.

Energia, il costo delle scelte rinviate

Sul fronte energetico, Nicola Armaroli, Paola Batistoni, Angela Bracco, Laura Ciccozzi e Cornelius Matthes hanno discusso del prezzo delle decisioni rimandate. Per Ciccozzi la leva fiscale nell’edilizia può sostenere crescita e sostenibilità, purché sia guidata da obiettivi di lungo periodo. «Il primato italiano sui costi energetici è una tassa regressiva», ha denunciato Natali, sollecitando meno burocrazia sulle rinnovabili, il disaccoppiamento del loro prezzo da quello del gas e una strategia europea.

Il nodo della frammentazione

A frenare le professioni è anche la frammentazione del settore. Roger Abravanel, direttore emerito di McKinsey, lega il nanismo degli studi e le basse retribuzioni alla struttura del mercato, non alla qualità dei professionisti: domanda a basso valore aggiunto, scarsità di grandi committenti, burocrazia e lentezza della giustizia. La risposta passa da aggregazioni e reti multidisciplinari, strumenti che Natali indica per recuperare competitività e contrastare la fuga dei giovani talenti.

Il Manifesto e la politica

Il congresso è stato anche l’occasione per presentare il Manifesto di Confprofessioni, un programma rivolto a oltre un milione e mezzo di professionisti, sul quale si sono confrontati i leader politici. «Siamo davanti a grandi nodi strutturali – demografia, genere ed energia – che non sono questioni isolate, ma si intrecciano e si rafforzano reciprocamente, alimentando le disuguaglianze», ha spiegato Natali, come riferisce Il Giornale. «Il Manifesto è un impegno programmatico per avanzare proposte concrete e misurarne i progressi».

La segretaria del Pd Elly Schlein ha insistito sul welfare: «Serve un welfare che segua la persona e non il tipo di contratto, garantendo risposte su malattia, previdenza e genitorialità, per evitare che le donne si trovino di fronte al bivio inaccettabile tra carriera e famiglia». E sull’equo compenso: «Non deve essere un punto di arrivo, ma di partenza: la legge va migliorata estendendo la platea, assicurando che valga anche per la Pubblica Amministrazione e togliendo le sanzioni inique che colpiscono la parte contrattuale debole». Sull’intelligenza artificiale Schlein chiede supervisione umana, mentre per ridurre le bollette propone meno burocrazia sulle rinnovabili e prezzi svincolati dal gas.

Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, ha respinto una lettura corporativa delle professioni: «Voi siete un pezzo strategico del Paese, al pari della manifattura o della logistica, e rappresentate l’infrastruttura intellettuale e operativa dell’Italia». La sua proposta è valorizzare la sussidiarietà, «delegando funzioni di interesse generale laddove il professionista sa fare meglio dello Stato, e abbattendo i vincoli burocratici e le rigidità che ostacolano l’aggregazione degli studi». Sul welfare Lupi sollecita di «colmare le disparità con il lavoro dipendente, investendo sulla reale conciliazione lavoro-famiglia».

Giuseppe Conte, presidente del M5S, ha sostenuto gli incentivi alla digitalizzazione e la rimozione del doppio contributo integrativo nelle aggregazioni. «Serve una semplificazione per i piccoli studi e i giovani, e un nuovo modello di welfare che introduca più protezione in caso di malattia e maternità». Per l’accesso alla professione ha chiesto di «far ripartire l’ascensore sociale», valorizzando merito e competenza. «Proponiamo un fondo sovrano di sviluppo per concentrare le risorse verso gli investimenti strategici e il ripristino dei crediti d’imposta per Transizione 4.0». Sull’energia Conte indica comunità energetiche, contratti a prezzo fisso, sistemi di accumulo e reti intelligenti, per proteggere imprese e professionisti dal peso dei costi.

Fonte: Il Giornale

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