Il Paese punta a fare da modello nella migrazione verso il nuovo standard Frmcs, destinato a sostituire il vecchio sistema Gsm-R. Se ne parlerà il 4 novembre al museo ferroviario di Pietrarsa
Le comunicazioni ferroviarie di nuova generazione entrano in una fase decisiva. Al centro della scena c’è la transizione verso l’Frmcs (Future railway mobile communication system), il nuovo standard di comunicazione digitale basato sulla tecnologia 5G che sarà chiamato a sostituire il Gsm-R, il sistema oggi in uso nelle ferrovie europee. Lo riporta Il Sole 24 Ore, che descrive un cambiamento strategico destinato a coinvolgere infrastrutture, tecnologie di bordo e processi operativi, con investimenti ingenti e la necessità di un coordinamento stretto tra imprese ferroviarie, gestori delle reti, istituzioni e industria.
In questo percorso l’Italia si trova in prima fila e si candida a diventare un modello per il resto d’Europa. È quanto sostiene, secondo quanto riferito da Il Sole 24 Ore, Andrea Bricchi, ceo di Brian and partners. Non si tratta, va precisato, del 5G che si usa sugli smartphone: la partita riguarda il sistema di comunicazione tra terra e treno, che veicola dati e voce essenziali per la sicurezza e per i servizi legati al trasporto ferroviario, a partire dal segnalamento.
L’appuntamento di Pietrarsa
Proprio su questi temi la società di consulenza manageriale, insieme al Cifi Napoli (Collegio ingegneri ferroviari italiani), organizzerà il prossimo 4 novembre, al museo ferroviario di Pietrarsa, a Napoli, una nuova conferenza dedicata alle comunicazioni ferroviarie di futura generazione, dopo la prima edizione dello scorso anno.
All’evento parteciperanno il gruppo Fs, Rfi e Trenitalia, insieme ai principali interlocutori industriali del comparto, tra cui Leonardo, Frequentis, Ericsson, Nokia, Funkwerk, Hitachi e Alstom. L’obiettivo, come spiega Il Sole 24 Ore, è far avanzare il confronto sulla migrazione, mettendo in relazione le esigenze di chi gestisce ogni giorno reti e treni con le soluzioni di chi sviluppa le nuove tecnologie.
Una lunga fase di coesistenza
“Il passaggio ai nuovi sistemi dovrà avvenire garantendo il funzionamento quotidiano delle reti e dei convogli, durante una lunga fase di coesistenza tra tecnologie attuali e future”, spiega Bricchi al quotidiano economico. “La transizione ha bisogno di una direzione comune e condivisa. E ha necessità di Paesi capaci di contribuire a tracciarla. L’Italia si mette a disposizione per dare un contributo innovativo, puntando su una visione aperta a tutte le opzioni, ovvero a ogni possibile architettura di rete per l’Frmcs: rete proprietaria dove serve, rete condivisa dove conviene”.
Il legame con l’Etcs e la sperimentazione di San Donato
La migrazione, sottolinea Il Sole 24 Ore, dovrà procedere in modo coordinato con lo sviluppo dell’Etcs, il sistema europeo di controllo della marcia dei treni. In questo quadro si inserisce il progetto di sperimentazione sul circuito di San Donato, a Bologna, previsto per il 2027, che includerà anche l’utilizzo di satelliti in orbita terrestre bassa, i cosiddetti Leo. L’obiettivo è mettere la sperimentazione italiana al servizio del percorso europeo.
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