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Barclays taglierà 5.000 posti di lavoro: l’intelligenza artificiale accelera la ristrutturazione, a rischio gli sviluppatori software del gruppo

Barclays si prepara a eliminare 5.000 posti di lavoro entro quest’anno, con gli sviluppatori di software destinati a pagare il prezzo più alto mentre la banca britannica estende l’uso dell’intelligenza artificiale a tutte le sue attività.

Lo riporta il Financial Times.

I tagli corrispondono a circa il 5 per cento della forza lavoro del gruppo e rientrano in un più ampio programma di riduzione dei costi.

Secondo quanto comunicato dall’istituto e riferito dal Financial Times, circa il 60 per cento delle uscite riguarderà le funzioni di supporto, perché “l’intelligenza artificiale rende le nostre persone più produttive”.

Già nel primo semestre dell’anno Barclays aveva soppresso 1.000 posizioni nell’ambito della ristrutturazione, che comprende riduzioni di personale, investimenti in tecnologia e una revisione complessiva dell’operatività.

“Useremo l’intelligenza artificiale su larga scala, ma l’IA è la ciliegina sulla torta, non la torta”, ha dichiarato l’amministratore delegato C.S. Venkatakrishnan, citato dal Financial Times.

La banca ha speso 307 milioni di sterline per la riorganizzazione nei primi nove mesi dell’anno e prevede di sostenere altri 300 milioni di sterline di costi di ristrutturazione entro la fine del 2026.

La decisione rischia di alimentare i timori che la diffusione dell’intelligenza artificiale consenta alle aziende di operare con organici sensibilmente ridotti, in un dibattito sempre più acceso sulle possibili perdite di posti di lavoro legate alla tecnologia.

Il Financial Times aveva già rivelato che anche HSBC sta pianificando ampi tagli nella sua divisione di wealth management nel Regno Unito, nell’ambito di una strategia per sfruttare l’IA al servizio della clientela più facoltosa.

L’annuncio dei tagli è arrivato insieme ai conti del terzo trimestre: Barclays ha registrato un utile ante imposte di 2,3 miliardi di sterline, in crescita del 12 per cento su base annua.

Tuttavia, come sottolinea il Financial Times, la debolezza dell’attività nel reddito fisso ha impedito alla banca di soddisfare le attese della City.

L’utile è rimasto al di sotto dei 2,42 miliardi di sterline previsti dagli analisti per il trimestre chiuso a settembre, mentre anche i ricavi hanno deluso, salendo appena del 3 per cento a 7,4 miliardi di sterline.

I profitti delle banche hanno beneficiato di una fase di tassi d’interesse più elevati, alimentando nel settore il timore di un aumento della pressione fiscale nella prossima legge di bilancio del cancelliere John Healey.

Sull’ipotesi di nuove tasse, Venkatakrishnan ha affermato che “la nostra posizione sulla tassazione delle banche è molto chiara”, aggiungendo però che il cancelliere e il governo “hanno un dovere importante nei confronti dei cittadini… e devono bilanciare una serie di considerazioni”.

In Borsa, riferisce il Financial Times, il titolo Barclays ha chiuso la seduta in calo del 2,3 per cento.

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