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Nomadi digitali: Milano è la città più conveniente d’Europa per lavorare da remoto, davanti a Londra e Dublino | I dati

Tra le grandi città europee è Milano la meta più economica per chi lavora da remoto: nomadi digitali, expat e smart worker internazionali.

Dietro il capoluogo lombardo si piazzano Amsterdam, Dublino e Londra.

A livello mondiale, invece, la città più cara è New York, mentre la più conveniente è Chiang Mai, in Thailandia.

È quanto emerge dal Working Abroad Index 2026 della neobank europea bunq, riportato da Il Sole 24 Ore, che ha calcolato quanto costa vivere e lavorare a distanza in diverse città d’Italia, d’Europa e del mondo.

Milano, cara in Italia ma competitiva all’estero

Secondo l’analisi ripresa da Il Sole 24 Ore, Milano resta una delle città più care d’Italia, ma diventa molto interessante se confrontata con altre metropoli, soprattutto per chi arriva dall’estero.

Per vivere e lavorare sotto la Madonnina servono in media poco meno di 2.000 euro al mese, spazio di coworking escluso; includendo anche quest’ultimo si superano i 2.200 euro.

Per fare un confronto, a Londra ne occorrono 3.288, a Dublino 2.805 e ad Amsterdam 2.775, sempre senza contare il coworking.

Il capoluogo lombardo risulta così più economico del 40% rispetto a Londra, del 30% rispetto a Dublino e del 29% rispetto ad Amsterdam.

Batte anche Parigi, dove il costo mensile stimato dall’indice arriva a 2.012 euro, coworking escluso.

“Il lavoro da remoto ha cambiato profondamente il rapporto tra il luogo in cui le persone vivono e quello in cui lavorano”, ha spiegato a Il Sole 24 Ore Joe Wilson, Chief Evangelist di bunq. “Oggi i professionisti hanno la possibilità di scegliere una destinazione non solo in base alla sede del proprio datore di lavoro, ma anche in funzione delle opportunità finanziarie e dello stile di vita che ogni città può offrire. Il nostro indice nasce proprio per aiutare le persone a capire meglio quanto può costare vivere e lavorare in città diverse”.

Come è stata costruita la classifica

Il Working Abroad Index 2026 ha messo a confronto il costo mensile della vita e del lavoro da remoto in 75 città nel mondo, prendendo in considerazione affitto, spesa alimentare, utenze, trasporto pubblico, telefonia mobile, internet domestico e coworking.

Per offrire una valutazione complessiva, la neobank ha incluso anche i costi medi di una postazione in uno spazio di lavoro condiviso.

Le città più care del mondo

Le grandi capitali globali restano attrattive, ma il costo della vita rende sempre più frequente il confronto tra città, soprattutto per chi non è legato a un solo mercato o a un solo Paese.

Come riporta Il Sole 24 Ore, a livello internazionale le città più costose, oltre a Londra, Amsterdam e Dublino, sono quelle americane.

Con 4.067,69 euro al mese, New York registra il costo della vita più alto al mondo.

Londra è la prima capitale europea in classifica, al quarto posto, seguita da Dublino e Amsterdam, rispettivamente al decimo e all’undicesimo posto.

Tra queste si collocano diverse metropoli globali: a San Francisco serve un budget minimo di 3.759,49 euro, mentre risultano più abbordabili Los Angeles, con 3.003,49 euro, e Singapore, con 2.823,80 euro.

Le mete più economiche

In Europa la destinazione più economica è Bucarest, con 926 euro al mese, mentre a Chiang Mai bastano poco più di 600 euro per vivere e lavorare.

I nomadi digitali con un budget più limitato che vogliono restare in Europa trovano le opportunità migliori nei Balcani: oltre a Bucarest e Sofia, anche Budapest e Atene rappresentano opzioni interessanti.

Un po’ più vicino all’Italia ci sono Riga, in Lettonia, con 1.092 euro, e Marsiglia, in Francia, con 1.423 euro.

Per chi cerca destinazioni più esotiche, oltre a Chiang Mai, ci sono Ho Chi Minh City con 658 euro, Kuala Lumpur con 791 euro, Bangkok con 813 euro e Oaxaca, in Messico, con 866 euro.

Il caso italiano

Le città italiane analizzate, in particolare Milano, Roma e Firenze, presentano costi medi sostanzialmente in linea con la media europea.

A renderle più convenienti, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, sono soprattutto il trasporto pubblico e le utenze, che compensano una spesa alimentare mediamente più alta.

Per bunq l’Italia è una destinazione competitiva soprattutto se confrontata con i grandi hub europei.

Oltre a Milano, tra le città italiane più interessanti anche dal punto di vista logistico ci sono Firenze, con poco più di 1.700 euro al mese coworking escluso, e Roma, che risulta la più conveniente con un costo mensile di poco più di 1.500 euro.

La competitività italiana emerge soprattutto nelle spese quotidiane diverse dall’affitto.

Il trasporto pubblico costa in media 37 euro al mese, circa il 44% in meno rispetto alla media europea.

Anche utenze, telefonia mobile e internet partono da una base più bassa: 234 euro al mese in Italia contro i 280 della media europea.

Al contrario, la spesa alimentare pesa di più sul budget: Milano e Firenze sono tra le città europee più care per la spesa mensile, rispettivamente con 412 e 408 euro al mese.

Anche lo spazio per il coworking risulta più costoso: 240 euro al mese nelle città italiane, contro una media europea di 192 euro.

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