Stallo a Bruxelles sull’Ets2: Italia e altri Paesi chiedono un nuovo rinvio. La premier presenta con il ceco Babiš uno studio sul calo delle emissioni e sulla perdita di terreno del manifatturiero europeo. Sul tavolo anche la flessibilità di bilancio e il dossier Ucraina
Il vertice europeo si arena sulla strategia energetica.
Da una parte chi non vuole fare passi indietro sulla transizione green, dall’altra chi, come Giorgia Meloni, chiede un freno o almeno deroghe alle politiche comunitarie sulle rinnovabili.
Sul mercato delle emissioni Ets2, l’Italia e un gruppo di altri Paesi mettono in evidenza i rischi sociali e chiedono un ulteriore slittamento.
È il quadro che emerge dal racconto de Il Sole 24 Ore, con la corrispondenza da Bruxelles di Manuela Perrone.
Un Consiglio “difficile”
Il confronto è a tutto campo: con i Paesi “frugali” sull’Ets, con la Spagna sull’immigrazione.
A questo si aggiunge la flessibilità supplementare legata all’“emergenza” inflazione, tema sollevato da Roma insieme alla sola Grecia.
Come scrive Il Sole 24 Ore, la premier si è presentata alla prima giornata del Consiglio europeo indossando l’elmetto, in un appuntamento che tutti considerano “difficile”.
E per l’Italia lo è ancora di più.
La flessibilità sui conti
Meloni ha portato al tavolo dei leader la richiesta di una flessibilità aggiuntiva, invocata in nome di una corretta lettura dei “fattori rilevanti” ai fini del rispetto della regola della spesa, cardine del Patto di stabilità.
Secondo fonti diplomatiche italiane citate dal quotidiano economico, Ursula von der Leyen non si è pronunciata, ma “i servizi della Commissione stanno comunque studiando il dossier”.
La partita è complicata: da un lato la necessità di non cedere sul fronte dei conti pubblici in una fase di turbolenza dei mercati, dall’altro la richiesta italiana di usare il maggior gettito Iva per alleggerire il peso del caro vita su famiglie e imprese, invece di destinarlo alla riduzione del debito.
L’asse con Babiš sull’energia
È però sui costi dell’energia e sulla revisione dell’Ets, proposta insieme al premier ceco Andrej Babiš, che si accende lo scontro.
Meloni trova l’unica sponda, in particolare sul rinvio dell’Ets2, nel gruppo di Visegrád: Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia.
Con Babiš mette a disposizione della discussione due grafici.
Il primo, costruito sui dati dell’Eu Ets dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), incrocia la riduzione delle emissioni di quote di CO2 con l’aumento dei prezzi dal 2020.
“Le emissioni Ets stanno crollando, ma l’industria europea sta perdendo terreno”, è il commento che lo accompagna.
I critici, contrari a concedere margini a chi ha un mix energetico ancora sbilanciato su gas e petrolio, ribattono però che proprio questo dimostra che il meccanismo funziona: quando l’offerta di emissioni si riduce, il prezzo sale.
E aggiungono che i sospetti di speculazione sono stati smentiti dall’Esma, l’Autorità europea dei mercati.
Il secondo grafico, su dati Eurostat, mostra il calo dal 2021 del peso dell’industria (costruzioni escluse) sul Pil europeo: chimica e fertilizzanti a –31%, acciaio a -16%, vetro a -10%.
“L’Europa si sta deindustrializzando, specialmente nei settori energivori”, è la diagnosi.
Nelle parole di Meloni, in un confronto andato avanti per tre ore tra pause e riprese, la questione diventa un appello a fermare il treno prima che deragli.
Freddezza da Berlino e Parigi
Friedrich Merz ed Emmanuel Macron sono rimasti freddi.
Danimarca, Svezia e Olanda non sono partite all’attacco, ma nemmeno hanno mostrato aperture.
Mentre il Consiglio discute del bilancio pluriennale, con le condizioni poste da Italia e Romania insieme ai 17 Paesi Amici della Coesione, arriva anche la notizia di un’accelerazione dell’accordo franco-tedesco sul futuro dell’automotive: un’intesa che lascia fuori l’Italia.
Si continua comunque a trattare, tra le scintille, riferisce Il Sole 24 Ore.
Lo scontro con Sánchez su Schengen
La tensione sale anche con la Spagna del socialista Pedro Sánchez.
Scade infatti la sospensione di Schengen decisa dall’Italia dopo i fatti di Ceuta, e fino a sera l’ipotesi di una nuova proroga resta in sospeso.
Proprio il caso Ceuta ha avvicinato di nuovo Italia e Danimarca, che hanno riunito il gruppo informale sull’immigrazione.
La richiesta è inserire nelle conclusioni del Consiglio la necessità che gli Stati membri evitino il “pull factor”, cioè l’effetto “attrazione” prodotto da politiche che potrebbero lanciare segnali di vulnerabilità alle reti dei trafficanti.
Il mantra: “responsabilità e solidarietà” viaggiano insieme.
A non rasserenare il clima tra Roma e Madrid contribuisce la scelta di Meloni di incontrare il numero uno di Vox, Santiago Abascal, a Bruxelles per il summit dei Patrioti.
Un faccia a faccia definito “proficuo con la mia amica Giorgia Meloni” da Abascal sui social, dove ha invitato la Spagna, attesa al voto anticipato il 29 novembre, a seguire la strada dell’Italia, oggi “una nazione più forte e più rispettata”.
Ucraina e la replica di Washington
Il prossimo passaggio sarà il dossier Ucraina, con la presenza di Zelensky.
Meloni tornerà a sottolineare l’urgenza di un negoziatore unico per l’Europa o di un formato legittimato da un mandato chiaro.
Intanto dagli Stati Uniti il portavoce di Donald Trump risponde alla bocciatura dell’intesa con Putin sul gasolio russo: “È un grande accordo per abbassare i prezzi”.
D’altra parte, conclude Il Sole 24 Ore, a Palazzo Chigi eventuali nuovi affondi del tycoon sono già stati messi in conto.
Per saperne di più:

Michael Spence, premio Nobel per l’Economia: “Debiti sovrani e tassi in crescita, non ci sono vie d’...

Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia: “Prevenire costa meno che ricostruire, servono poli...

Marco Natali, presidente di Confprofessioni: “Più rinnovabili per tagliare i costi. Basta bonus a pi...

Roberto Repole, arcivescovo di Torino: “La corsa ai beni genera disuguaglianze, i giovani costretti ...

Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia: “Ora siamo nella Terza ...







