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Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia: “Ora siamo nella Terza Repubblica. E Giorgia ne è il primo premier”

Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di FdI (intervistata da Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera del 9 ottobre), il via libera definitivo alla legge elettorale lo ha appreso nella sede del partito in via della Scrofa.

“Anche se non avessi avuto la tv accesa, lo avrei capito dagli applausi che sono arrivati dalle altre stanze”, dice entusiasta.

Vi siete sentite con sua sorella Giorgia?

“L’ho incrociata stamattina all’alba, era tranquillissima. Non ne abbiamo neanche parlato”.

Ve lo aspettavate davvero o ostentavate sicurezza?

“Devo dire che eravamo abbastanza tranquilli rispetto a questo passaggio. Come Fratelli d’Italia e come coalizione abbiamo sempre avuto chiaro l’obiettivo di fondo: l’Italia ha bisogno di stabilità”.

Sicura che sarà assicurata?

“Mettiamo finalmente fine alla stagione dei governicchi degli inciuci e restituiamo ai cittadini la possibilità di scegliere per chi votare. È un’eredità che lasciamo alla nazione e ne siamo orgogliosi”.

Per l’opposizione è la sola.

“No. Abbiamo fatto moltissime cose in questi anni di governo. Sostenuto le famiglie, le imprese, i lavoratori: abbiamo un milione e trecentomila posti di lavoro in più. Abbiamo messo risorse senza pari sui contratti dei medici, degli infermieri, degli insegnanti; messo in atto il più vasto piano di assunzioni nelle forze dell’ordine degli ultimi decenni e avviato un Piano Casa da 100mila alloggi. Ma potrei continuare. Oggi siamo la nazione in Europa con i dati economici migliori nonostante una tempesta finanziaria in corso. E questo è grazie a un governo stabile”.

Sono già in partenza i ricorsi alla Corte costituzionale.

Nessun timore che la legge elettorale venga bocciata?

“Abbiamo lavorato a questa riforma per mesi, limando, dialogando con le opposizioni, accogliendo alcuni rilievi che ci erano stati posti dai giuristi. Ma mantenendo fede all’impianto complessivo e al concetto di fondo: assicurare governabilità, rappresentanza e vicinanza ai territori. Siamo convinti che sia una buona legge. E, francamente, non credo che sia una gran mossa per le opposizioni fare campagna elettorale per il tramite della Consulta. Gli italiani hanno bisogno di risposte e di proposte concrete”.

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