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Emergenza PNRR e Coesione nei Comuni del Sud: a rischio il posto di 2.000 tecnici | L’intervento

Mentre la narrazione ufficiale celebra le scadenze del PNRR, nei territori si sta per consumare un cortocircuito amministrativo ed economico senza precedenti.

Entro Natale 2026, circa 2.000 funzionari e tecnici ad alta specializzazione — presenti in 93 Comuni della Sardegna (capofila della vertenza) e in oltre 950 enti locali del Mezzogiorno — saranno licenziati anticipatamente senza rispettare le scadenze contrattuali dei 36 mesi dalla decorrenza dei contratti stipulati per l'assenza delle risorse economiche e delle necessarie proroghe contrattuali.

Duemila lavoratori con le loro famiglie da una settimana vivono con l'angoscia di chi sa che 2 settimane prima di Natale si ritroveranno senza un lavoro e senza uno stipendio.

Ci si chiede perciò con che spirito 2.000 lavoratori possano continuare ogni mattina a varcare la soglia degli uffici comunali per mandare avanti i progetti e i rendiconti dello Stato, sapendo che per loro è già iniziato il cinico conto alla rovescia per essere mandati via?

Cosa dovrebbero festeggiare queste 2.000 famiglie a ridosso delle festività?

Il paradosso è intollerabile: si trovano regolarmente somme ingenti per la corsa agli armamenti e le spese militari, ma si dichiarano indisponibili le risorse essenziali per garantire la dignità del lavoro e i servizi base ai cittadini.

Ma la beffa nella beffa è la palese discriminazione tra lavoratori di 'serie A' e di 'serie B' in Italia: mentre per i precari della Giustizia si sono individuate e percorse le strade per la stabilizzazione, i tecnici della Pubblica Amministrazione locale vengono trattati come precari di 'serie B' proprio perché assegnati ai Comuni.

Ossia proprio in quelle trincee amministrative dove i cittadini chiedono risposte ogni giorno e dove i politici si presentano puntualmente a chiedere i voti ad ogni campagna elettorale.

Questi lavoratori non stanno chiedendo aumenti di stipendio o privilegi, ma semplicemente la conservazione del proprio posto di lavoro, il rispetto dei contratti sottoscritti e la continuità di un servizio fondamentale per le comunità locali.

La realtà cruda è chiedersi con quali prospettive 2.000 famiglie italiane si avvicineranno al Natale, sapendo che a dicembre non avranno più un reddito per pagare mutui, bollette e spese quotidiane?

Il paradosso è intollerabile: si trovano regolarmente somme ingenti per la corsa agli armamenti e le spese militari, ma si dichiarano indisponibili le risorse essenziali per garantire la dignità del lavoro e i servizi base ai cittadini.

Non si tratta di una battaglia di parte: la crisi e il mancato rinnovo contrattuale dei lavoratori funzionari Fg-Ft colpisce Comuni amministrati sia dal Centrodestra che dal Centrosinistra.

Nel tempo la vertenza ha raccolto il sostegno di diversi consiglieri regionali di tutti gli schieramenti (compresi esponenti di centrodestra), ed è sfociata recentemente in un'interrogazione parlamentare urgente depositata dal PD per trovare soluzioni immediate e senza scuse di alcun tipo.

Infatti è dall'inizio d'anno, che per mesi centinaia di Sindaci — con il supporto tecnico dei Segretari Comunali — hanno inviato PEC disperate al Governo per chiedere anticipatamente la proroga dei contratti in tempo utile a trovare le somme per finanziare i lavoratori (funzionari Fg ed Ft).

Risultato?

Totale silenzio da Roma.

Il danno per le comunità locali sarà irreparabile: infatti i 2.000 tecnici a rischio non solo gestivano le pratiche PNRR, ma garantivano ai Comuni la capacità di intercettare bandi europei, regionali e di fondazioni private (come la Fondazione con il Sud).

Senza di loro, i piccoli enti torneranno alla sola ordinaria amministrazione, perdendo finanziamenti vitali per i cittadini che amministrano e bloccando i rendiconti del Pnrr.

La crisi e lo si deve sottolineare, riguarda in modo cieco e indiscriminato Comuni amministrati sia dal Centrodestra che dal Centrosinistra.

Nel tempo la vertenza ha anche raccolto il sostegno di diversi consiglieri regionali di tutti gli schieramenti (compresi esponenti di centrodestra), ed è sfociata in un'interrogazione parlamentare urgente depositata in Parlamento.

I contratti originari prevedevano il termine naturale al 31 dicembre 2026 con il rinnovo fino ad un totale di 36 mesi per poi procedere alla stabilizzazione tramite le risorse della nuova programmazione (PN CAP Coesione 2021-2027), utilizzabili a costo zero per i bilanci comunali.

La pretestuosa applicazione di circolari ministeriali — già sbugiardate da una nota ufficiale di ANCI nazionale — non può diventare la scusa per questa macelleria sociale.

I tempi per risolvere la vertenza ci sono, ma servono indicazioni immediate dal Governo per permettere agli Uffici del Personale di predisporre gli atti prima che scattino i recessi di dicembre.

Il consenso e la responsabilità si misurano nei territori: abbandonare i Sindaci e condannare 2.000 famiglie a ridosso delle feste è una scelta politica di cui chi governa si assumerà la piena responsabilità di fronte ai cittadini.

Il Comitato ha estratto e rielaborato i dati ufficiali della piattaforma ReGiS Comune per Comune, censendo la presenza dei funzionari, lo stato dei progetti e e i progetti a rischio con l'elenco degli enti coinvolti in Sardegna e nel Sud Italia.

Il Comitato mette a disposizione delle testate giornalistiche interessate la mappatura per verificare quali Comuni si sono già attivati con PEC e richieste ufficiali al Ministero per pretendere i fondi spettanti per rinnovare i contratti e salvare i posti di lavoro dei funzionari del Pnrr (Fg-Ft) e quali invece sono rimasti passivi di fronte alla cancellazione dei contratti dei proprio dipendenti, sapendo che due settimane prima di Natale perderanno il lavoro.

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