Il leader di Azione lancia l’allarme su disinformazione, ingerenze straniere e inconsapevolezza dei cittadini europei: “Il nostro compito è svegliare i sonnambuli”
Un’Europa che ha smesso di sentirsi libera senza nemmeno accorgersene.
È il quadro tracciato da Carlo Calenda in un intervento pubblicato su ItaliaOggi, nel quale il leader di Azione mette in fila le minacce che, a suo giudizio, gravano sul continente: la manipolazione dei social network, le mire delle grandi potenze e, soprattutto, la scarsa consapevolezza dei cittadini.
Il caso Yandex e i post dell’AfD
Il punto di partenza, racconta Calenda, è un episodio recente: l’attacco ucraino a un data center russo della catena Yandex.
Subito dopo, osserva il leader di Azione, sui social i post dei sostenitori dell’AfD, il partito dell’estrema destra tedesca e anti-europeista, sarebbero crollati del 50 per cento.
Una coincidenza che per Calenda coincidenza non è: secondo la sua lettura, la metà dei contenuti che circolano sui social sarebbe prodotta da bot, profili fittizi manovrati da nemici dell’Europa con l’obiettivo di destabilizzarla.
TikTok e l’interesse di Pechino
Nel mirino finisce anche TikTok.
La piattaforma, ricorda Calenda nell’articolo di ItaliaOggi, è di proprietà cinese, e il suo algoritmo in Germania privilegerebbe i contenuti dell’AfD.
La ragione, sostiene, è che la Cina ha interesse a un’Europa debole o inesistente: l’Unione è infatti l’entità che impone dazi alle merci cinesi, mentre un continente frammentato in singoli Stati non sarebbe in grado di farlo.
Lo stesso schema, secondo Calenda, si sarebbe già visto con la Brexit, che a suo dire sarebbe stata gestita da un comitato di persone “integralmente in mano ai russi”.
“Stiamo perdendo la libertà collettiva”
La responsabilità, però, non è solo esterna.
Gli europei, afferma Calenda, non stanno facendo nulla perché convinti che la vita si riduca a divertirsi e consumare.
Così si starebbe perdendo la libertà collettiva, in un mondo che crolla sotto la spinta di due forze convergenti: da una parte i nuovi grandi imperi, che aggrediscono l’Europa sul piano commerciale e militare, con il Vecchio continente ridotto ormai al ruolo di colonia; dall’altra, gli stessi europei che fanno sì che l’Europa non sappia più che cosa sia e che cosa voglia.
Trump e l’“Oceano Trump”
Tra i segnali di una fase tutt’altro che ordinaria, Calenda cita l’annuncio di Donald Trump di voler ribattezzare l’Atlantico “Oceano Trump”.
Eppure, sottolinea, il problema non è che la situazione sia irrisolvibile: gli europei restano la terza potenza mondiale, o addirittura la seconda, a seconda dei parametri considerati.
Il vero pericolo: l’inconsapevolezza
Ciò che più lo preoccupa, spiega Calenda, è l’inconsapevolezza dei cittadini europei rispetto alla gravità del momento.
“Questo mi terrorizza”, scrive, chiarendo che a spaventarlo non è l’impossibilità di affrontare la crisi, ma la mancanza di coscienza del problema, che rende gli europei dei sonnambuli.
E i sonnambuli, avverte, prima o poi cadono e si fanno male.
Da qui la conclusione, dal sapore di manifesto politico: se c’è un ruolo che Azione deve svolgere in questa fase storica, per quanto possa risultare “simpatico o antipatico, difficile o impossibile”, è quello di cercare di svegliare i sonnambuli.
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