Dall’intelligenza artificiale alla transizione ecologica, dalla demografia alle migrazioni: le grandi trasformazioni del nostro tempo pongono tutte la stessa domanda, ovvero quale posto dare alle persone nel modello di sviluppo che si sta costruendo.
È la riflessione che Gianluigi Granero, direttore di Legacoop, affida a un intervento pubblicato su il manifesto, partendo dai temi al centro della Biennale dell’economia cooperativa.
La Biennale, promossa da Legacoop, si è svolta a Milano, la città dove nel 1886 nacque la Federazione nazionale delle cooperative, che pochi anni dopo assunse l’attuale nome di Lega nazionale delle cooperative e mutue.
Da quella storia, ricorda Granero su il manifesto, è partito l’intervento del presidente di Legacoop, Simone Gamberini, per interrogarsi su che cosa possa offrire oggi la cooperazione alle trasformazioni in corso.
La risposta è contenuta nel Manifesto presentato alla Biennale: tenere insieme innovazione e uguaglianza, impresa e partecipazione, crescita e coesione, assumendo la persona e la qualità della sua vita come misura dello sviluppo.
Giovani, migrazioni e ambiente
Il primo nodo è demografico.
La longevità aumenta, le nascite calano e l’equilibrio tra generazioni cambia.
Parlare di demografia, sostiene il direttore di Legacoop, significa parlare dei diritti dei giovani: istruzione, lavoro, casa, autonomia, possibilità di costruirsi un progetto di vita.
Anche le mobilitazioni studentesche che attraversano diversi Paesi europei esprimono, secondo Granero, una domanda di protagonismo e di futuro.
Una società che invecchia, scrive, deve riconoscere voce, spazio e potere di iniziativa ai giovani.
Le migrazioni vengono descritte come una grande trasformazione demografica, economica e sociale, che mette alla prova la capacità di costruire integrazione attraverso lavoro, diritti e partecipazione.
La questione ambientale, a sua volta, chiede di governare una transizione che cambia produzione, consumi e territori, distribuendo in modo equo opportunità, responsabilità e benefici.
La mutualità come risposta
Per affrontare queste sfide, si legge nell’intervento su il manifesto, esiste uno strumento: la mutualità, che mette insieme persone e risorse e trasforma i bisogni individuali in risposte collettive.
Granero richiama poi la riflessione portata alla Biennale dall’economista Philippe Aghion, che con la sua teoria della “distruzione creatrice” mette l’innovazione al centro della crescita, ma segnala anche una tensione decisiva: le posizioni dominanti impediscono l’ingresso di nuovi innovatori e frenano la crescita.
Un’osservazione che, per il direttore di Legacoop, acquista grande forza in una fase di straordinaria concentrazione di ricchezza, conoscenza e potere economico.
Innovare, argomenta, vuol dire anche tenere aperti gli spazi dell’iniziativa, favorire il pluralismo delle forme d’impresa e distribuire più largamente le opportunità di partecipare alla creazione di valore.
Qui si apre lo spazio per la cooperazione.
Un’economia plurale, in cui il potere economico è più diffuso, genera innovazione.
Perché la comunità, è la tesi centrale, è anche una forza economica: produce fiducia, conoscenza, partecipazione e capacità di iniziativa. “Nel nostro Manifesto abbiamo scritto che ‘la solitudine non è un destino'”, ricorda Granero.
La proposta: un Patto per l’Italia
L’obiettivo indicato è trasformare le incertezze del presente in una speranza di futuro migliore, costruita sul protagonismo delle persone, sulla possibilità di incidere sulle scelte e sulla capacità di unire le energie attorno a obiettivi condivisi.
Da qui la proposta di un Patto per l’Italia: mettere la capacità imprenditoriale e sociale della cooperazione al servizio di uno sviluppo in cui innovazione e uguaglianza procedano insieme.
A 140 anni dalla nascita del movimento cooperativo organizzato, conclude il direttore di Legacoop su il manifesto, la sfida è costruire un’economia capace di innovare e creare valore, mettendo le persone nelle condizioni di essere protagoniste del proprio futuro e di quello delle comunità in cui vivono.
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