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L’eredità pericolosa del Pnrr | L’analisi di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli

Trasporto pubblico, Manfredi: «Servono più risorse per far camminare treni, tram e autobus»

Il sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, intervenuto all’evento di Riparte l’Italia a Roma, richiama l’attenzione sulla sostenibilità economica del trasporto pubblico locale. «Con il PNRR grandi investimenti, ma senza risorse per la gestione rischiamo di ridurre la qualità dei servizi». Al centro anche il rapporto tra mobilità, diritto alla casa e futuro delle città.

Il PNRR ha consentito importanti investimenti nelle infrastrutture di trasporto delle città italiane, ma senza un adeguato sostegno alla gestione ordinaria il rischio è di non riuscire a garantire i servizi necessari ai cittadini. È il messaggio lanciato da Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, intervenuto il 15 ottobre 2026, in collegamento video, all’evento “Insieme per il futuro di Roma e del Lazio – Un anno dopo”, promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia, in partnership con Aeroporti di Roma, presso la Fondazione Civita nella Capitale.

Nel corso del confronto con Gianni Trovati, giornalista de Il Sole 24 Ore, dedicato al tema “Il futuro delle città tra mobilità, crescita e qualità della vita”, Manfredi ha affrontato le principali sfide che attendono le grandi aree urbane italiane.

Dal finanziamento del trasporto pubblico locale al rapporto tra mobilità e mercato immobiliare, fino alla necessità di garantire continuità agli investimenti infrastrutturali, il presidente dell’ANCI ha richiamato l’attenzione su un problema che coinvolge amministrazioni locali e Governo nazionale.

Trasporto pubblico locale, Manfredi: «Solo un terzo dei costi è coperto dai biglietti»

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il finanziamento del trasporto pubblico locale, oggi sottoposto a una crescente pressione economica.

Manfredi ha ricordato come il sistema italiano si basi su un consistente contributo pubblico, necessario per mantenere accessibili le tariffe.

«Quando parliamo di trasporto pubblico locale solo un terzo del costo del trasporto è coperto dal biglietto, quindi due terzi sono coperti dalla fiscalità generale».

Un equilibrio che, secondo il presidente dell’ANCI, risente dell’incremento dei costi energetici, dell’inflazione e del rinnovo dei contratti dei lavoratori del settore.

A fronte di queste maggiori spese, Manfredi ha evidenziato come le risorse del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale non abbiano registrato una crescita adeguata alle necessità.

Il problema riguarda soprattutto le grandi città, chiamate ad aumentare le frequenze, prolungare gli orari e potenziare i servizi per rispondere a una domanda di mobilità sempre più articolata.

«Potenziare l’offerta significa anche avere più risorse pubbliche», ha sottolineato Manfredi, invitando a riportare il trasporto pubblico al centro delle politiche nazionali e locali.

Il PNRR e il rischio di infrastrutture senza risorse per la gestione

La questione assume particolare rilevanza alla luce degli investimenti realizzati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Negli ultimi anni, molte città italiane hanno avviato o completato interventi di ampliamento delle reti metropolitane, potenziamento delle linee tramviarie e rinnovo delle flotte di autobus.

Investimenti che comportano, tuttavia, un aumento strutturale dei costi di esercizio e manutenzione.

Manfredi ha richiamato la necessità di accompagnare la realizzazione delle nuove infrastrutture con risorse adeguate per garantirne il funzionamento nel tempo.

«Ci vuole un impegno governativo per coprire questo incremento di spesa corrente».

Il presidente dell’ANCI ha evidenziato quello che considera il principale paradosso della fase attuale: alla rapidità e alla consistenza degli investimenti infrastrutturali non corrisponde necessariamente un incremento delle risorse disponibili per la gestione dei servizi.

«Dobbiamo essere molto attenti a non entrare in un loop tale che poi alla fine la qualità dell’offerta, malgrado gli investimenti, si riduce in qualità e quantità perché non abbiamo i soldi per far camminare i nostri treni, i nostri tram, i nostri autobus».

Un rischio che, secondo Manfredi, riguarda non soltanto Napoli, ma anche Roma, Milano, Bologna e le altre grandi realtà urbane italiane.

Napoli, dalle nuove metropolitane alla rete tramviaria: gli interventi in corso

Per spiegare concretamente il rapporto tra investimenti e costi di gestione, Manfredi ha illustrato alcuni degli interventi realizzati e programmati a Napoli.

Grazie alle risorse del PNRR sono stati effettuati prolungamenti delle linee metropolitane, aperte nuove stazioni e realizzati importanti interventi sulla rete tramviaria.

Particolare attenzione è stata dedicata ai collegamenti con le periferie, soprattutto nell’area orientale della città, interessata dal potenziamento del sistema tranviario.

Il sindaco ha inoltre richiamato i progetti destinati a modificare ulteriormente la mobilità dell’area metropolitana.

Tra questi, il prolungamento della Linea 6 verso Bagnoli, funzionale allo sviluppo della zona occidentale della città, e la Linea 10, progettata per collegare il centro di Napoli alla stazione ferroviaria dell’alta velocità di Afragola.

Quest’ultima rappresenta un’infrastruttura strategica anche per le connessioni con la direttrice ferroviaria Napoli-Bari.

Manfredi ha ricordato che, accanto alle risorse europee, sono stati mobilitati finanziamenti regionali e del Fondo per lo sviluppo e la coesione.

La disponibilità di progetti già definiti permetterebbe, secondo il sindaco, di accelerare l’apertura di nuovi cantieri qualora venissero assicurati ulteriori finanziamenti.

Resta però il problema della sostenibilità economica dei servizi una volta entrati in funzione.

Mobilità e diritto alla casa: la sfida delle grandi città

Nel suo intervento, Manfredi ha proposto anche una riflessione sul rapporto tra mobilità urbana, crescita delle città e accessibilità abitativa.

La progressiva concentrazione della popolazione nelle aree urbane, ha spiegato, rende sempre più importante garantire collegamenti efficienti tra i centri cittadini e i territori circostanti.

Secondo il presidente dell’ANCI, oltre il 60% degli italiani vive in aree urbane grandi o medie, considerando anche i territori caratterizzati da intensi flussi di pendolarismo.

Il fenomeno determina una crescente domanda di trasporto pubblico e rende necessario ripensare la pianificazione delle città.

«La distanza tra i luoghi non è la distanza fisica tra i luoghi, è il tempo che serve per muoversi tra i luoghi».

Un’affermazione che sintetizza il rapporto tra infrastrutture, opportunità economiche e qualità della vita.

Collegamenti pubblici frequenti, affidabili e veloci possono infatti consentire ai cittadini di abitare anche lontano dai centri urbani, dove i costi delle abitazioni risultano spesso più elevati.

Manfredi ha citato l’esempio di Napoli, il cui sistema di mobilità quotidiana coinvolge un bacino di oltre quattro milioni di abitanti, estendendosi anche a territori delle province di Caserta, Salerno e Avellino.

La possibilità di vivere a decine di chilometri dal centro, continuando ad accedere agevolmente a lavoro, istruzione e servizi, dipende dunque dall’efficienza della rete di trasporto.

Metropolitane e sviluppo urbano: il valore dei collegamenti

La qualità della mobilità influenza anche il valore economico delle aree urbane.

Manfredi ha richiamato l’esempio di Milano, dove l’apertura di nuove stazioni della metropolitana ha contribuito alla rivalutazione immobiliare delle zone servite.

Un fenomeno che dimostra quanto le infrastrutture di trasporto incidano sulle dinamiche territoriali e sulle opportunità di sviluppo.

Per il presidente dell’ANCI, la pianificazione urbanistica deve quindi essere strettamente collegata alla programmazione delle reti di mobilità.

Una città ben connessa offre maggiori opportunità ai cittadini, favorisce una distribuzione più equilibrata della popolazione e può contribuire ad attenuare la pressione abitativa sui centri urbani.

Mobilità sostenibile, il ruolo dei nuovi autobus elettrici

Un ulteriore passaggio dell’intervento ha riguardato la sostenibilità ambientale dei sistemi di trasporto.

Secondo Manfredi, il potenziamento del servizio pubblico rappresenta uno degli strumenti principali per ridurre il numero di automobili private in circolazione e contenere le emissioni di anidride carbonica e polveri sottili.

Il presidente dell’ANCI ha richiamato anche gli investimenti realizzati nel rinnovo delle flotte di autobus nelle grandi città italiane.

L’introduzione di nuovi mezzi elettrici e la realizzazione delle relative infrastrutture di ricarica hanno contribuito al processo di modernizzazione dei servizi.

Anche questi investimenti, tuttavia, richiedono adeguate risorse per manutenzione e aggiornamento tecnologico.

La transizione verso una mobilità più sostenibile non può quindi limitarsi all’acquisto di nuovi mezzi, ma deve comprendere una programmazione economica capace di garantirne l’utilizzo nel lungo periodo.

Riparte l’Italia, il futuro delle città passa da investimenti e gestione

L’intervento di Gaetano Manfredi all’evento dell’Osservatorio Riparte l’Italia ha posto al centro una questione fondamentale per il futuro delle città italiane: la necessità di affiancare agli investimenti infrastrutturali un sistema di finanziamento stabile e adeguato per il trasporto pubblico locale.

Un tema che coinvolge direttamente il rapporto tra Governo, Regioni e amministrazioni comunali e che assume particolare rilievo nella fase conclusiva del PNRR.

La riflessione del sindaco di Napoli ha inoltre evidenziato come la mobilità non rappresenti soltanto un servizio pubblico, ma un fattore determinante per la qualità della vita, l’accesso alla casa, la sostenibilità ambientale e la competitività dei territori.

Un confronto che si inserisce nel percorso promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia per favorire il dialogo tra istituzioni, imprese e protagonisti della vita economica e sociale del Paese.

Guarda l’intervento integrale di Gaetano Manfredi sul canale YouTube dell’Osservatorio Riparte l’Italia.

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