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Le periferie dimenticate, secondo Ernesto Galli della Loggia

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Era uno dei problemi in testa alla lista delle priorità sino a qualche mese fa. Oggi, la riqualificazione delle periferie urbane non compare
più in nessun elenco dei grandi progetti da mettere in cantiere per il Recovery Fund. Lo segnala, sul Corriere della Sera, Ernesto Galli Della Loggia, secondo il quale la pandemia ripropone il tema delle periferie con maggiore urgenza di prima.

“Da dove pensiamo mai che provengano in larga maggioranza le turbe di giovani che dappertutto stanno agitando le notti italiane? Da dove, se non dalle invivibili periferie, dagli sperduti quartieri dormitori? Ormai è diventato un rito. Al calar d’ogni sera, specie nel fine settimana, quei giovani si rovesciano nelle piazze, nei centri storici delle città, e sembrano farlo come posseduti da un desiderio di rivalsa che oggi si manifesta nella volontà d’infrangere tutti gli obblighi e le precauzioni sanitarie, di farsi beffa in tal modo di ogni regola di civile convivenza. Li muove, si direbbe, quasi il torbido proposito di seminare il contagio. Di distruggere quanto non possono avere. Da tempo un gran numero di periferie italiane sono diventate il luogo dove si addensa il potenziale di un inedito conflitto sociale. Che ha la sua avanguardia nei «giovani» e che si manifesta nell’occupazione selvaggia degli spazi pubblici, nel raid violento, nel vandalismo. Un conflitto il quale, essendogli estranea qualunque dimensione organizzata, si riconosce piuttosto in quella del piccolo gruppo guidato da un’erratica spontaneità, e non possedendo alcuna strategia rivendicativa, non può che esprimersi in azioni puramente distruttive. Dietro tale conflitto c’è la drammatica disuguaglianza di standard socio-culturali che colpisce chi vive nelle periferie. Una diseguaglianza che si traduce nella sensazione di essere abbandonati, di essere esclusi dal circuito della cittadinanza ad opera di un potere estraneo ed ostile. Contro il quale, dunque, non resta che l’arma della rivolta e della rappresaglia”.

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