Ita, la newco di Alitalia, potrebbe decollare «a inizio aprile», in tempo per l’inizio della stagione estiva. È questa la tempistica fornita da Fabio Lazzerini, Amministratore Delegato di Italia Trasporto Aereo Spa, durante un’audizione alla Camera.
La partenza è stimata per l’inizio di aprile, spiega, ma ancora «non c’è una data certa». «Manderemo il nostro piano industriale alle Camere intorno al 20-21 dicembre. Poi c’è un mese per il Parlamento che per legge deve dare un parere non vincolante. Nel frattempo iniziamo il percorso con la Commissione Ue e l’incontro probabilmente lo avremo per la prima volta la prossima settimana», afferma il top manager.
Una volta avuto il parere del Parlamento e il via libera o la non ostilità da parte della Commissione Ue, si dovrebbe quindi «tornare in Cda per approvare il piano industriale avendo preso in carico i feedback e iniziare le trattative con tutti i soggetti che daranno degli asset alla nuova compagnia per iniziare». Un iter complesso, che «richiede tempi tecnici». Un processo simile, dieci anni fa, «è durato tra i 4-5 mesi, qui stiamo parlando di un mercato che non è in fase espansiva ma di forte contrazione», precisa.
Tuttavia, assicura Lazzerini, «stiamo facendo molti lavori». Il piano industriale di Ita sarà pronto in «7-8-10 giorni» e «ci siamo posti l’obiettivo di un’azienda che sta sul mercato che deve recuperare connettività, sostenibilità economica e non solo».
Sono stati costituiti «due gruppi di lavoro: uno con un vettore e uno con l’altro per andare ad esaminare quale è la partnership migliore» per Ita, prosegue, accennando al «grande tema della partnership strutturale, l’appartenenza a un’alleanza piuttosto che a un’altra, una partnership commerciale e non industriale né finanziaria soprattutto per i due tre anni che completi il piano con una complementarietà di flotta e di network con i partner che sceglieremo».
«Ita è un’azienda totalmente nuova e stiamo discutendo con i due principali blocchi: uno con cui c’è stata una partnership di lungo periodo, che l’anno scorso ha avuto una certa discontinuità ma che ancora esiste e, dall’altra, un gruppo importante che ha mostrato particolare interesse per la nostra compagnia», ha proseguito. Con i due gruppi sulle partnership, aggiunge, «stiamo anche pensando alla Cina», un mercato che richiede un approccio organico.
Lazzerini accenna poi all’intermodalità, «un progetto che non deve avere soltanto Italo o Ferrovie» ma che «deve essere un asset per il Paese che si deve modernizzare». La «vera intermodalità», afferma, è «portare quanto meno l’alta velocità nei principali aeroporti per avere una integrazione tra i due sistemi, in modo che fare una tratta in treno e una in aereo sia assolutamente indifferente per il passeggero». Di ciò, Lazzerini ha già trattato con il gestore della rete ferroviaria e con il Ministero dei Trasporti.
Da ultimo, un riferimento alle risorse con cui verrà finanziato il progetto. «I prossimi 12 mesi sono di navigazione a vista», avverte, aggiungendo che la dotazione per Ita «è molto ambiziosa» ma che in prospettiva occorre «avere il capitale pronto per essere investito» quando ci sarà l’opportunità di mercato. «Non stiamo chiedendo altri soldi, li facciamo bastare e basta», sottolinea. Concetto ribadito anche dal Presidente di Ita, Francesco Caio, che afferma: «non chiediamo altri fondi, ma dobbiamo usare bene quelli che abbiamo, che sono tanti». «Il piano è ancorato al contesto e sarà dinamico per mettere l’azienda in grado di cogliere le opportunità post-Covid» e di intraprendere un percorso di crescita.
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