Il Reddito di cittadinanza? «Va costruito meglio e non si può pensare neanche di risparmiarci più di tanto. Anche perché c’è una copertura inferiore al fabbisogno, e sappiamo che non tutti i poveri oggi sono coperti da un reddito di cittadinanza». Lo dichiara ad Adnkronos/Labitalia Maurizio Del Conte, ordinario alla Bocconi di Diritto del Lavoro e presidente di Afol Metropolitana, azienda speciale consortile partecipata dalla Città Metropolitana di Milano e da 71 Comuni, che costituisce per cittadini e imprese del territorio milanese, l’interlocutore unico sui temi del lavoro e della formazione.
«Il Reddito di cittadinanza è uno strumento mal concepito rispetto agli obiettivi ma non per questo si deve buttare via l’acqua sporca col bambino». L’errore alla base della misura, dice Del Conte, è stato quello di «caricare sul sistema delle politiche attive ossia i centri per l’impiego una platea che non era pronta per essere attivata e che avrebbe avuto bisogno di altro. Molti percettori di RdC» sottolinea Del Conte che è stato anche presidente nazionale di Anpal «avrebbero avuto bisogno di più servizi sociali perché avevano altri problemi, oltre al lavoro. Sappiamo benissimo che la povertà è multidimensionale: è educativa, abitativa, di salute, di dipendenze, di carichi familiari. Sono condizioni che in tutti Paesi si affrontano attraverso i servizi sociali».
«Da noi purtroppo» osserva Del Conte «si è pensato di affidare tutto ad un algoritmo e, sulla base di una profilazione “oggettiva”, si è pensato di capire se la persona andava presa in carico dai servizi sociali o dai centri per l’impiego. Ma si è visto che non funziona, perché poi quando le persone arrivano ai centri per l’impiego spesso bisogna rimandarli ai servizi sociali. È quando la vedi in faccia e ci cominci a parlare che capisci quali sono i veri problemi di una persona».
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