La svolta di Mediaset, Marco Giordani (cfo Mediaset): «Così creeremo valore»

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È disgelo tra Vivendi e Mediaset, che si prepara a tornare in mani italiane.

Secondo MF-Milano Finanza è stato trovato l’accordo “tombale” tra il Biscione e l’azienda francese, che è primo azionista col 28,8%.

Una delle prime conseguenze del disgelo dovrebbe essere lo sblocco del dividendo sul 2020, che in teoria non era previsto. Si starebbe perciò ragionando sulla distribuzione di 0,3 euro per azione, con Vivendi che a giugno potrebbe quindi ricevere una cedola per l’intera quota posseduta ossia il 28,8%, che spannometricamente potrebbe corrispondere a un incasso di circa 100 milioni per il gruppo francese. In parallelo però, i transalpini potrebbero corrispondere al gruppo del Biscione fino a 25 milioni per chiudere alcuni contenziosi aperti. Il fulcro centrale dell’accordo, però, prevederebbe anche un impegno da parte di Vivendi a ridurre progressivamente la partecipazione nel capitale di Mediaset e lo scenario che si prospetta sarebbe quello della cessione dell’intera quota detenuta in Simon Fiduciaria, ossia il 19,19%, nell’arco di un periodo di 5 anni. Una novità rilevante per Fininvest, che dovrebbe garantirsi una qualche forma di prelazione o di gradimento sulla cessione delle quote da parte di Vivendi.

L’azionista di riferimento di Mediaset al momento possiede il 41,2% (ma il 44,2% dei diritti di voto) e quindi è anche possibile che ulteriori acquisti dovranno passare al vaglio dell’autorità di borsa. Ma la notizia è quella che riguarda la volontà sempre più chiara di appianare i rapporti con i francesi, come confermato anche dal cfo di Mediaset, Marco Giordani, intervistato ieri da Class Cnbc. «Credo che l’azienda debba guardare al valore di tutti gli azionisti», l’obiettivo ora «è cercare di eliminare gli aspetti che abbiamo capito non fossero graditi agli azionisti guardando al futuro di Mediaset. Con questo approccio si può creare valore».

Giordani non ha ancora confermato la chiusura delle trattative, ma è evidente il tentativo di appianare tutte le divergenze, anche visti i temi all’ordine del giorno delle prossime assemblee convocate dalla società, come per il 27 maggio in cui infatti i soci discuteranno dell’introduzione del voto maggiorato. «Le assemblee confermano l’obiettivo di andare a eliminare ogni tipo di litigio o di contestazione», sapevamo «che alcuni soci non avevano gradito l’introduzione del voto multiplo e per questo riportiamo il tema in assemblea. In quell’occasione Vivendi avrà la possibilità di esprimersi contro questa modalità», ha concluso Giordani. 

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