Una nuova Formula Uno, necessaria per guardare al futuro.
Il 5 luglio a Spielberg il Mondiale è pronto finalmente a ripartire, “grazie al lavoro di squadra – sottolinea il presidente della Fia, Jean Todt, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ – Avevamo il dovere di cercare di risolvere i problemi. Anche se erano problemi mai visti. Insieme a Chase Carey e al suo gruppo lavoriamo gomito a gomito, pure con le squadre. Abbiamo approfittato di questo periodo per pensare la F1 del futuro. In gioco non c’era solo questa stagione, ma molto di più”.
Il riferimento è alle intese su budget tagliati e sviluppo limitato raggiunte durante questi mesi di lockdown, misure che per Todt non erano più procrastinabili.
“Dovevamo essere ambiziosi per raggiungere risultati indispensabili per la F1. Con i costi di prima era insostenibile. Ed era troppo ampio il divario fra grandi team, medi e piccoli. Dovevamo adattare la F1 a questa nuova situazione allucinante, era una questione di sopravvivenza”.
Per quanto riguarda la stagione che sta per partire, il circus potrebbe far tappa anche al Mugello.
“Dobbiamo cogliere questo periodo diverso per raggiungere obiettivi normalmente irraggiungibili o quasi. Bisogna essere creativi anche sul calendario, non solo in F1 ma in tutte le discipline. Dai rally alla Formula E”.
“Cosa mi aspetto in pista? Chi era forte resta forte. Non avendo girato sarà interessante capire il lavoro dei motoristi senza riscontri dalla pista. Ci sono sempre varianti imprevedibili”.
E’ stata invece bocciata la proposta di modificare il format delle qualifiche.
“Un momento così offre delle opportunità. Fare due Gp sulla stessa pista consentirebbe di fare altri tentativi. La gara sprint era una possibilità, non e’ passata perché serviva l’unanimità delle squadre, ma non è ancora detto che non troveremo altre idee innovative”.
E sulla Ferrari che ha ‘scaricato’ Vettel per puntare su Leclerc-Sainz commenta: “L’automobilismo è una combinazione fra uomo, macchina e squadra. L’unica alchimia che può funzionare è quella che unisce tutto per vincere. Puoi avere il talento, ma se non hai mezzo, team, affidabilità, non ce la fai. Bisogna mettere insieme tutto. Come si decide poi chi fa il secondo pilota? Chi sta davanti all’altro dopo 4-5 gare stabilisce le gerarchie. Vale in tutte le squadre”.
Poi un pensiero a Schumacher: “Prego sempre per lui”.
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