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[Il documento integrale] Il vaccino è l’unica strada per fermare la pandemia. Il crollo del virus tra i medici e gli 80enni immunizzati lo dimostra

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Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_10-marzo-2021

L’epidemia continua a corre in Italia – scrive nell’ultimo bollettino di sorveglianza l’Istituto Superiore di Sanità – e i dati che vengono diffusi sono con ogni evidenza sottostimati. In quanto rileva l’Istituto l’aggravarsi della crisi sanitaria rende più difficoltoso il tracciamento e l’invio dei dati da parte delle Regioni arriva con ritardo.

L’Osservatorio è in grado di pubblicare il bollettino integrale dell’Iss che rivela come la campagna vaccinale verso il personale ospedaliero, abbiamo messo al sicuro medici, infermieri e operatori paramedici.

Questo a testimonianza di come il vaccino sia l’unica via d’uscita dall’epidemia che sta soffocando il Paese, mese dopo mese.

Si continua a osservare una importante accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (225,64 per 100.000 abitanti (01/03/2021-07/03-2021) vs 194,87 per 100.000 abitanti (22/02/2021-28/02/2021)” si legge nel bollettino.

Nelle ultime due settimane si rileva un ulteriore lievissimo incremento della percentuale di casi nella fascia di età 0-18 anni è pari a 17,3% con un lievissimo calo rispetto alle 2 settimane precedenti (17,7%), aumenta leggermente la proporzione di casi nella fascia di età 19-50 anni (44,2 vs 44% ) e aumenta lievemente la percentuale dicasi nella fascia d’età >50 anni (38,6% vs 38,3%).L’età mediana scende a 44 anni nelle ultime tre settimane“.

“A partire dalla seconda metà di gennaio si osserva un trend in diminuzione del numero di casi negli operatori sanitari e nei soggetti di età >= 80 anni, verosimilmente ascrivibile alla campagna di vaccinazione in corso”.

Nel periodo 17 febbraio – 02 marzo 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,16 (range 1,02– 1,24), in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra uno in tutto il range”.

“È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.

“Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine”.

“Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi” prosegue il bollettino.

“È importante continuare il rafforzamento dei servizi territoriali, attraverso un coinvolgimento straordinario di risorse professionali di supporto ed anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come la “app” Immuni, nelle attività di ricerca dei contatti in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire una efficiente gestione, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari”.

Si continua a richiamare l’importanza dell’uso appropriato degli strumenti diagnostici e di screening, nel contesto di una valutazione del rischio epidemiologico, e della corretta esecuzione delle procedure di isolamento e quarantena quando indicate”.

“Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalle autorità sanitarie sia per le persone che rientrano da paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso“.

“Sebbene i servizi territoriali siano riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus, viene ripetutamente segnalato un carico di lavoro eccezionale che in molti casi compromette la tempestiva gestione dei contatti oltre che non assicurare le attività non-collegate a questa emergenza”.

La Figura 22 riporta la proporzione di casi tra operatori sanitari sul totale dei casi segnalati in Italia per periodo di diagnosi (ogni 7 giorni). La proporzione è stata calcolata solo sui casi per i quali l’informazione è nota. A metà novembre la percentuale dei casi tra gli operatori sanitari ha superato il 5% del totale, ma dalla metà di gennaio si osserva un trend in diminuzione verosimilmente attribuibile al completamento del ciclo vaccinale in una buona percentuale di soggetti appartenenti a questa categoria.

“ll tasso d’incidenza per fascia d’età a livello nazionale a partire dal 10 agosto 2020 (inizio della seconda ondata dell’epidemia). La fascia di età >90 anni è quella con l’incidenza maggiore, pari a 7149.83 per 100.000 abitanti, mentre l’incidenza minore si rileva nella fascia 0-9 anni (2869.07 per 100.000 abitanti). Il picco di incidenza viene raggiunto nella settimana del 1/3 per la fascia d’età 0-9, del 26/10 per la fascia di età 10-19 anni, del 2/11 per le fasce d’età, 30-39, 40-49 e 50-59 e nella settimana del 9/11 per tutte le fasce di età oltre i 60 anni. Dalla settimana del 9/11 si osserva un decremento fino al 21 dicembre, seguito da un successivo lieve incremento in tutte le fasce d’età”.

“In conclusione, le differenze nei trend osservati nel numero di casi tra gli operatori sanitari e nelle persone >=80 anni, sono probabilmente da attribuire alla campagna di vaccinazione, sebbene la presente analisi sia puramente descrittiva e questa ipotesi debba essere confermata con valutazioni più approfondite”.

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