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La tassa sui crocieristi | L’analisi di Dario Di Vico

Come riporta Dario Di Vico sul Foglio, in prima pagina, la sindaca di Genova Silvia Salis ha vinto il confronto con i “poteri forti” del porto.

Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso contro la tassa comunale di tre euro chiesta a chi si imbarca dal porto della Lanterna.

Il ricorso degli armatori

Il ricorso era stato presentato da Assarmatori, Assagenti, Grandi Navi Veloci, Moby e Stazioni Marittime, con l’appoggio dell’Autorità portuale.

I giudici amministrativi hanno osservato che tre euro a passeggero “equivalgono al massimo al costo di un aperitivo”.

Hanno aggiunto che la tassa risponde in pieno all’esigenza “di compensare parzialmente i disagi causati alla città dal traffico turistico portuale”, che pesano su viabilità, trasporti e igiene urbana.

Gli armatori potrebbero ora rivolgersi al Consiglio di Stato, ma, scrive il Foglio, è una scelta delicata che verrà presa più avanti.

Come funziona la tassa

Il tributo riguarda chi si imbarca su una crociera o su un traghetto che svolge servizio commerciale.

Non si applica a chi arriva a Genova o vi è solo di passaggio.

Il gettito previsto è di 5,7 milioni l’anno, destinati a coprire i costi dell’impatto turistico e a sostenere la spesa ordinaria per manutenzioni e trasporti.

A essere più colpite sono le compagnie che si dividono la maggior parte del traffico crocieristico: la MSC di Aponte e Costa Crociere.

Su questa misura Salis ha puntato tutto il suo capitale politico.

Aveva anche presentato un esposto alla Corte dei conti e alla Procura per chiarire perché la giunta di centrodestra guidata da Marco Bucci non avesse applicato il tributo, pur avendolo concordato con lo Stato.

Secondo il Foglio, quella scelta sarebbe costata al Comune 17 milioni di mancate entrate.

La polemica politica

La sentenza ha subito acceso lo scontro.

Il Pd ha accusato Bucci di scelte “masochiste” e di aver approvato la decisione dell’Autorità portuale di schierarsi contro il Comune.

Il centrodestra ora sfida la sindaca su come verrà riscossa la tassa, un sistema ancora tutto da costruire: “Vedremo quanto riuscirà a incassare”, sussurrano.

Le altre battaglie della sindaca

Secondo Di Vico non è la prima volta che Salis, eletta nel maggio 2025, si scontra con i poteri forti della città.

Gli altri fronti aperti sono le critiche alla gestione del sistema portuale e delle grandi infrastrutture ereditate; l’esposto da 17 milioni alla Corte dei conti; il salario minimo negli appalti comunali, molto contestato dalle associazioni di categoria; la presa di posizione contro il passaggio nel porto di carichi di armi diretti verso zone di guerra, in particolare Medio Oriente e Israele, che l’ha messa in contrasto con i grandi gruppi della logistica.

Secondo molti a Genova, anche la scelta di puntare sui grandi eventi all’aperto per un pubblico giovane non è piaciuta alla borghesia cittadina più tradizionalista.

Il libro e la prova di popolarità

La vittoria al Tar arriva mentre si aspetta l’uscita del libro della sindaca, “È già domani”, con un tour previsto “in tutte le librerie Feltrinelli d’Italia”.

La prima presentazione si terrà a Genova il 14 ottobre: per il Foglio è una prova generale della sua popolarità, non solo in città.

Oggi intanto a Genova è attesa la premier Giorgia Meloni per inaugurare il Salone nautico.

Secondo il quotidiano, dovrà fare attenzione a non toccare il tema della sentenza, scomodo per la sua parte politica.

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