Prevenzione, autonomia e innovazione al centro della digital round table di Radio 24. Il settore pesa circa il 33% del Pil e coinvolge una filiera che va ben oltre la sanità.
L’invecchiamento della popolazione non è più soltanto una questione demografica, ma anche economica.
Lo ricorda Il Sole 24 Ore Salute 24, che riporta i dati emersi dalla digital round table «Longevity: vivere meglio, vivere a lungo», organizzata da Radio 24 e moderata da Debora Rosciani e Nicoletta Carbone.
Secondo quanto emerso, la Longevity Economy italiana vale 714,8 miliardi di euro, circa il 33% del Pil, e coinvolge una filiera ampia: previdenza, assicurazioni, abitare, mobilità, turismo, tecnologia, formazione e servizi finanziari.
Il vero obiettivo è guadagnare anni in buona salute, il cosiddetto healthspan, mantenendo autonomia ed energia.
Per Filippo Ongaro, medico e pioniere della medicina preventiva, «la longevità si costruisce con scelte quotidiane alla portata di tutti».
Conta la capacità funzionale, non l’età
L’età anagrafica, da sola, dice poco.
Ciò che conta, sottolinea Federico Usuelli, responsabile di Ortopedia della Caviglia e del Piede di Humanitas San Pio X di Milano, è la capacità funzionale, cioè ciò che una persona riesce realmente a fare.
Un segnale chiaro è il cammino: dolore, rigidità o paura di cadere riducono le distanze percorse e, con esse, passeggiate, viaggi e incontri.
Per Ongaro l’isolamento è un rischio insidioso: movimento e relazioni fanno parte della stessa prevenzione.
La casa come spazio di autonomia
Restare a casa significa conservare abitudini, ricordi e identità.
Cinzia Di Michele, di Stannah, ricorda che la sicurezza domestica è sempre più un investimento per le famiglie: il caregiver deve rendere la casa accessibile senza trasformarla in un ambiente ospedaliero.
Prevenire per tempo, anche economicamente
Quando compare un sintomo, osserva Ongaro, il processo è iniziato anni prima: prevenire significa agire sulle cause per tempo.
Daniele Damele, presidente di FASI, invita a prepararsi alla vecchiaia da sani, anche dal punto di vista economico: il Fondo punta su prevenzione, non autosufficienza, fisioterapia, psicoterapia e odontoiatria.
Anche il mondo assicurativo condivide questa esigenza.
Renato Antonini, amministratore delegato di Zurich Investments Life, cita una ricerca SWG secondo cui oltre sei italiani su dieci apprezzano l’idea di una vita più lunga, soprattutto per dedicare più tempo ad affetti e passioni, ma temono gli anni in cattiva salute; i più giovani, invece, temono una carriera più lunga.
La sfida è trasformare la consapevolezza in azione: una polizza per la non autosufficienza non ha lo stesso significato a 35 o a 50 anni.
Per questo, secondo Antonini, chi la propone deve partire dall’ascolto e non dal prodotto, aiutando le persone a capire per tempo quali rischi coprire.
Tecnologia sì, ma senza sostituire il medico
Intelligenza artificiale, dispositivi indossabili, sensori, robotica ed esoscheletri possono individuare precocemente un declino funzionale e personalizzare la riabilitazione.
Ma per Usuelli i dati non sostituiscono la valutazione clinica: l’innovazione conta se aiuta davvero a muoversi meglio e più a lungo.
La longevità, in definitiva, non è una gara contro il tempo, ma un progetto che tiene insieme prevenzione, movimento, relazioni, casa, sicurezza economica e innovazione.
Allungare la vita è una conquista; renderla autonoma e di qualità è la sfida successiva.








