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Gabriele Gravina (Presidente Figc): «Il calcio merita una dignità pari a quella degli altri settori industriali»

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«Per ogni euro assegnato al calcio, il calcio ne restituisce 16 alle casse pubbliche. Nell’ultimo decennio abbiamo ricevuto contributi dal Coni per circa 800 milioni e versato allo Stato oltre 12 miliardi. Non chiediamo indennizzi a fondo perduto, ma pari dignità con gli altri settori industriali». A dirlo è il Presidente della Figc, Gabriele Gravina, in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, in cui sottolinea che il calcio «ha bisogno di una politica industriale».

«Gli effetti più pesanti dell’emergenza sanitaria si stanno abbattendo in questa stagione, con i proventi dei botteghini scomparsi e con quelli legati alle sponsorizzazioni in calo a causa del venir meno delle attività di hospitality. I club avranno minori entrate per 600 milioni, senza contare i maggiori costi sanitari. Ciò mette a dura prova la tenuta di tutte le società dalla A ai Dilettanti», sottolinea Gravina.

«Abbiamo presentato al Governo un pacchetto di richieste che crediamo ragionevoli: posticipare i pagamenti di tasse e contributi con una rateizzazione di 24 mesi a partire da maggio 2021; facilitazioni nell’accesso ai finanziamenti; sospensione fino al giugno 2022 del divieto di partnership commerciali legate al betting sancite dal Decreto Dignità».

Nell’intervista, Gravina si dice inoltre d’accordo con la proposta di Radio24 di dedicare a Paolo Rossi il titolo di capocannoniere della Serie A: «E’ un’idea che approvo, e stiamo studiando anche altre iniziative che possano sempre ricordarcene il valore».

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