“Rafforzare la presenza femminile nei vari settori lavorativi e nelle posizioni decisionali del Paese richiede sforzi speciali: non accadrà come risultato di un’evoluzione naturale”.
Così, in una INTERVISTA a Repubblica, Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern ed ora nel gruppo di lavoro formato da ricercatrici, economiste, imprenditrici chiamata dal ministro Elena Bonetti a stilare il rapporto “Donne per un nuovo Rinascimento”.
Il rilancio, spiega la scienziata, “deve prevedere un rafforzamento della presenza femminile in tutti i settori lavorativi, per un società più sostenibile e inclusiva” e “abbiamo avanzato una serie di proposte concrete, ma voglio ricordare l’istituzione di un fondo per sostenere la micro-impresa femminile, un piano per creare 100mila posti in più negli asili nido nei prossimi cinque anni, incentivi per le donne che tornano al lavoro dopo il periodo di maternità, proposte per aumentare la presenza femminile in organi decisionali”.
Ricorda quindi il problema delle pari opportunità nel mondo delta scienza: “Nelle università italiane le donne sono circa 1136% dei docenti e ricercatori in aree Stem (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) e meno del 20% dei professori ordinari.
Bisogna quindi attirare le bambine e le ragazze verso le materie Stem” area in cui l’occupazione “cresce tre volte più rapidamente che negli altri settori.
E tuttavia in Europa soltanto il 20% degli studenti universitari sceglie le materie Stem”, “bisogna quindi interessare i bambini alla matematica e alle scienze”, “la task force raccomanda ad esempio l’istituzione di campi estivi per l’approfondimento delle materie Stem per fasce di età fra i 4 e í 19 anni, con un minimo di presenza femminile del 60%: il dipartimento delle Pari Opportunità ha assicurato i fondi necessari già per l’estate 2020”.
Inoltre “la task force raccomanda il monitoraggio delle carriere . universitarie per uomini e donne; l’introduzione di incentivi economici e fondi supplementari per atenei e dipartimenti che dimostrano di fare sforzi concreti per promuovere una presenza equilibrata di uomini e donne nel carpo docente; un’adeguata rappresentanza di donne negli organi decisionali accademici; il prolungamento di borse di studio e assegni di ricerca nel caso di interruzione per maternità e cure familiari”.
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