Enrico Costa, avvocato eletto con Forza Italia e ora passato ad Azione, è intervenuto sul “Fatto Quotidiano”, a proposito della norma sulla prescrizione.
«La legge Bonafede è irragionevole perché non va a incidere sui problemi del processo. È una norma che si basa sul principio che la prescrizione scatta per le tecniche dilatorie degli avvocati, ma non è così: nella maggior parte dei casi scatta durante le indagini preliminari quando gli avvocati non toccano palla».
«La prescrizione risponde ai principi costituzionali di ragionevole durata del processo, presunzione d’innocenza e diritto di difendersi. Senza di essa si rischiano processi senza fine. Io chiedo di sospendere la riforma della prescrizione fino a quando sarà approvato un ddl per snellire i processi». La riforma approvata dal governo dimissionario, che riduce a cinque anni i tempi del processo, secondo Costa, «è uno spot, non funziona così. Io sono per il processo breve: il processo di primo grado e di Appello vanno chiusi in ”X” anni, dopodiché scatta la prescrizione. La prescrizione è sempre una sconfitta per lo Stato e che avrebbero avuto diritto a un processo più breve: non si possono scaricare sui cittadini le inefficienze dello Stato».
«Nella nuova maggioranza che sosterrà Draghi ci saranno Renzi, Berlusconi e Salvini che la pensano come me sulla prescrizione. Spero che arrivi anche il Pd, visto che aveva votato contro la riforma del Conte I e l’ha difesa solo per spirito di coalizione». Costa, in chiusura, si augura che con Draghi possa cambiare la riforma: «Si deve fare la riforma della giustizia in senso garantista (lo prevede il Recovery) e cancellare tutti i danni fatti da Bonafede».
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