Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Claudio Borio (Banca dei Regolamenti Internazionali): «La crisi è un’incognita. All’Italia per uscirne servono riforme strutturali»

Cerca
ANALISI E SCENARI
OSSERVATORIO IDEE
OSSERVATORIO IMPRESE

Quella innestata dal covid-19 “è una crisi unica ed è molto incerta perché dipende da fattori non economici: se non ci saranno altre ondate epidemiche penso che la ripresa procederà relativamente senza intoppi, gli effetti negativi di lungo termine saranno in parte più gestibili perché l’accumulazione dei debiti sarà minore”.

“Se invece la crisi durerà più a lungo, dovremo affrontare problemi più seri: quella che chiamiamo una fase di liquidità sta già cedendo il posto a una fase di solvenza, e la gravità di questa fase dipenderà da quanto lunga sarà la crisi”.

Ad affermarlo Claudio Borio, responsabile del dipartimento monetario ed economico della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri), in un’intervista al Sole 24 Ore.        

Nell’indicare che “il livello di debito dipenderà dalla durata della crisi” Borio osserva che tra i metodi per gestirlo “il metodo, che credo sia il più difficile ma allo stesso tempo senza dubbio il migliore, è quello di aumentare la crescita in maniera sostenibile e il solo modo di farlo è tramite aggiustamenti strutturali”.

“Non credo che ci siano scorciatoie: giuste riforme strutturali e politiche di   crescita, mantenendo le finanze pubbliche su una traiettoria sostenibile” sottolinea.        

A causa della natura particolare della crisi “le banche centrali hanno fatto sforzi molto maggiori nel tentativo di percorrere l’ultimo miglio: assicurare che le imprese ricevano i finanziamenti necessari,anche comprando titoli privati”.

“A causa dello sviluppo dei finanziamenti di mercato, le banche centrali, storicamente prestatore di ultima istanza, sono diventate anche operatore o acquirente di ultima istanza” osserva ancora. 

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.