La tensione sull’acquisizione francese di Borsa italiana è ancora palpabile. C’è il Copasir, che avverte sul pericolo di influenza geoeconomica da parte della Francia, riguardo l’acquisto di Borsa italiana da parte di Euronext. Per poi essere tranquillizzata dalla Banca d’Italia, che assicura piena tutela degli interessi di sua competenza e di quella condivisa con la Consob. Oltre a molte istituzioni che assicurano sulla formula di governance equilibrata. A parlare delle “infiltrazioni” francesi nel tempo, su MF-Milano Finanza, è Carlo Pelanda, politologo ed economista.
«Ma qual è l’obiettivo della strategia francese? Chi scrive, mentre era consigliere del ministro degli Esteri Beniamino Andreatta (1993), ricevette informazioni che mostravano una precisa strategia della Francia: pareggiare lo strapotere della Germania sul piano economico e finanziario conquistando il sistema italiano perché lo status di potenza militare e nucleare non era più sufficiente. Avvertì quel ministro, rimarchevole pensatore, che questa era una Grand Strategy duratura, provata dal crescente reclutamento di élite italiane, e non una contingenza. E raccomandò una difesa asimmetrica per un’Italia troppo debole per bilanciare la pressione francese in modi simmetrici: spugna e sguscio».
Pelanda articola poi cosa sono “spugna e sguscio”. «La prima serviva a rallentare l’offensiva francese usando come strumento il disordine italiano. Il secondo ad agganciare il sistema industriale e finanziario rilevante italiano all’anglosfera. E di sottolineare nelle dichiarazioni una lealtà italiana massima verso sia l’Ue sia l’America».
Pelanda racconta ciò che avvenne nel 2001 con il ministro della Difesa, Antonio Martino. «Nel 2001 lo scrivente fu ingaggiato part-time dal ministro della Difesa Antonio Martino per compiti di scenario strategico, tra cui la difesa dell’industria militare italiana da una pressione acquisitiva francese. Raccomandò lo sguscio, cioè comprare asset industriali britannici e americani trasformando l’industria tecnologica italiana da preda in predatore, sfilandosi dalla Francia. Manager e funzionari competenti raffinarono ed eseguirono la strategia. Ma anche raccomandò di cedere qualcosa a Parigi per evitare una guerra che l’Italia ricattata per il debito non poteva vincere».
Stavolta Macron è stato molto abile a utilizzare la “spugna”, tentando di monopolizzare a Parigi il centro finanziario Ue. «Ora la conduzione di Emmanuel Macron, molto abile, è riuscita a sovrastare la difesa italiana con il metodo della spugna e ha ampliato gli obiettivi strategici: la priorità è trasformare Parigi nel centro finanziario dell’Ue, espandendo Euronext. Pertanto l’oggetto di difesa principale è la piazza finanziaria di Milano. E resta solo la strategia dello sguscio. Per esempio, creare un Nasdaq italiano che rafforzi la piazza milanese, partecipato anche da entità statunitensi. E via queste connesso globalmente. Sarebbe un’opzione in più e molto tech per la finanza italiana, compatibile con la collocazione dell’Italia in lealtà sia europea sia atlantica, come spesso enfatizzato dal Quirinale».
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