La prospettiva non è rosea, forse il peggio è passato ma gli indicatori macroeconomici segnalano il recupero dei livelli pre-Covid sarà lento e costellato di rischi.
Sebbene la ripresa dell’attività economica nella zona euro sia stata più rapida del previsto, la crisi continuerà a causare danni di lunga durata, impedendo alla produzione e all’occupazione di tornare al trend pre-crisi nel prossimo futuro, affermano infatti gli economisti di Capital Economics.
Ci saranno anche discrepanze significative tra i Paesi, con la Germania che farà sostanzialmente meglio dell’Italia o della Spagna, aggiungono gli esperti. Inoltre il tasso di disoccupazione nell’area euro aumenterà nel corso del prossimo anno. La bassa inflazione costringerà poi la Banca centrale europea a intensificare nuovamente gli acquisti di asset e a continuare con il programma di acquisto di obbligazioni per almeno due anni, sempre secondo le previsioni di Capital Economics.
L’altro nodo: la risposta fiscale congiunta è ridotta e verrà erogata troppo lentamente. Gli economisti di Focus Economics prevedono che il prodotto interno lordo dell’Eurozona si contrarrà dell’8,2% nel 2020. I rischi al ribasso includono una seconda ondata di infezioni, l’esaurimento delle finanze pubbliche e l’escalation delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. L’inflazione sarà tenuta sotto controllo dall’aumento della disoccupazione, da un’economia in affanno e dai prezzi bassi dell’energia, aggiungono gli esperti, che vedono l’indice dei prezzi al consumo allo 0,4% nel 2020 e all’1,1% nel 2021. Sempre nel 2021 Focus Economics si aspetta poi un rimbalzo del Pil del 5,5%.
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