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Antonella Viola (immunologa): «L’emergenza pandemica è finita. Ora siamo nella fase post-vaccino. Ma questa nuova normalità richiede scelte coraggiose»

“Una delle domande che mi vengono poste più spesso dall’inizio della pandemia è “Quando ne saremo fuori?”. Da qualche settimana, a questa domanda, ho finalmente iniziato a rispondere che ne siamo già fuori. È vero che il virus è ancora in circolazione e che c’è ancora tanto da fare per completare le vaccinazioni, studiare la durata della protezione dalla malattia grave indotta dai vaccini e disegnare, quindi, dei piani per eventuali richiami, ma il periodo emergenziale della pandemia è finito, perché siamo entrati in una seconda fase: quella post-vaccino”.

L’immunologa Antonella Viola in un documentato intervento dalla colonne del quotidiano La Stampa spiega la nuova fase che l’Italia si appresta a viviere.

 “I vaccini che abbiamo utilizzato funzionano molto bene nel proteggerci dalla malattia e, grazie al loro esteso utilizzo, abbiamo messo in sicurezza la collettività. L’emergenza è dunque alle spalle, e ora ci muoviamo verso una nuova normalità, diversa e più problematica di prima, ma gestibile”.

“È allora arrivato il momento di cambiare non solo la nostra comunicazione e narrazione della pandemia ma anche il nostro atteggiamento e la nostra postura, applicando nuove regole adatte a questo nuovo periodo. In altri termini, è necessario iniziare una vigile coesistenza con questo patogeno che due anni fa è comparso nel nostro mondo e che, probabilmente, ci resterà a lungo”.

“Se quindi, in nome di questa convivenza forzata col virus, è giusto e razionale continuare a utilizzare Green Pass e mascherine nei luoghi a rischio di contagio, bisogna d’altro canto cominciare a riprendere le nostre vite in serenità, considerando come prioritari aspetti che sono stati ampiamente trascurati o ignorati a causa dell’emergenza Covid 19”. 

“Uno dei cambiamenti necessari riguarda la gestione della scuola – prosegue – La scuola in presenza è ricominciata da pochi giorni e già sono iniziate le polemiche e i problemi. L’attuale organizzazione scolastica prevede tamponi e quarantene per l’intera classe in caso di identificazione di un positivo”.

“Questo significa ripiombare nell’incubo delle lezioni a singhiozzo, della didattica a distanza, dell’isolamento forzato per i bambini e i ragazzi, della difficile gestione del lavoro per i genitori, per non parlare del disagio psicologico ed emotivo a cui siamo tutti sottoposti”.

“Non si può quindi che sottoscrivere l’appello lanciato pochi giorni fa dal professor Zuccotti, che ha l’obiettivo di proteggere scuola e studenti attraverso un drastico cambio di metodo e, soprattutto, di visione. La proposta è di smettere di fare tamponi e isolare intere classi e di tenere invece a casa solo gli studenti che presentino dei sintomi, come accade anche con l’influenza”.

E aggiunge: “Questo non significa lasciar correre il virus tra i più giovani: mascherine e distanziamento devono essere mantenuti ma, allo stesso tempo, bisogna garantire il ritorno di studenti, docenti e famiglie alla normalità, perché la situazione sanitaria del Paese è cambiata. E perché è ora, per i ragazzi e per tutti noi, di recuperare serenità, continuità e socialità”. 

“Oggi, grazie ai vaccini, il viaggio al termine della notte è quasi concluso e siamo all’alba di un giorno che sarà però diverso da quelli che l’hanno preceduto. Sbaglia dunque chi, rifiutando il vaccino, resta nel buio e rallenta il cammino di tutti verso la luce. Ma sbaglia anche chi non comprende che il mondo in cui ci siamo svegliati è un po’ diverso da quello di prima e che resteremo nel crepuscolo, se non troveremo il coraggio di avanzare”.

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