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Sul salario minimo continua a essere sbagliato il metodo | L’analisi di Claudio Cerasa

Un editoriale non firmato sulle pagine interne del Foglio (quindi attribuibile al direttore Claudio Cerasa) critica la proposta di legge di iniziativa popolare per l’introduzione del salario minimo portata avanti da Pd, M5s e Avs.

“Il punto non è il merito, ma il metodo.

L’iniziativa legislativa popolare è un istituto di democrazia diretta, previsto dalla Costituzione, che riconosce ai cittadini, generalmente senza rappresentanza parlamentare, di avviare un procedimento legislativo raccogliendo almeno 50 mila firme.

È uno strumento poco efficace dal punto di vista pratico ma ha una certa efficacia politica e mediatica, che ad esempio aveva usato il M5s delle origini di Beppe Grillo.

Ma lo aveva fatto, appunto, quando non aveva eletti in Parlamento (e contro gli eletti in Parlamento).

È surreale che ora siano i deputati a proporre una legge di iniziativa popolare: è svilente delle istituzioni parlamentari e, soprattutto, della propria funzione.

Non è un caso se la Costituzione, all’art. 71, dica che l’iniziativa legislativa appartiene al governo, a ciascun membro delle Camere, ad altri organi ed enti e solo in forma residuale ai cittadini.

Nella democrazia parlamentare i deputati delle opposizioni rappresentano già decine di milioni di elettori.

Per giunta, i parlamentari sono pagati dai cittadini proprio per fare proposte di legge.

Ci sono molti modi per mobilitare l’elettorato, presentare una legge di iniziativa popolare da parlamentari è la peggiore: non è solo una ‘diminutio’ della propria funzione ma anche uno svilimento del mandato elettorale.

L’apoteosi del populismo antiparlamentare”.

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