Legge di Bilancio 2027, la CISL sceglie il confronto sulle misure
Nessun assegno in bianco al Governo, ma neppure uno sciopero preventivo contro la Legge di Bilancio 2027. La CISL sceglie la strada del confronto, della mobilitazione propositiva e della valutazione delle singole misure, con l’obiettivo di ottenere risultati concreti per lavoratori, pensionati e imprese.
È questa la posizione ribadita da Daniela Fumarola, Segretaria generale della CISL, in un’intervista pubblicata il 23 ottobre 2026 dal quotidiano Avvenire e ripresa dal sito nazionale della Confederazione.
Al centro della riflessione ci sono la manovra economica, il potere d’acquisto dei salari, la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese e la necessità di costruire un nuovo patto sociale per la crescita del Paese.
Per Fumarola, la scelta del sindacato non rappresenta una rinuncia alla mobilitazione, ma una precisa impostazione delle relazioni industriali: privilegiare la trattativa, senza escludere il conflitto quando il confronto non produce risultati.
Fumarola: lo sciopero deve essere l’ultima istanza
La posizione della CISL si distingue da quella della CGIL, che ha scelto una linea di maggiore conflittualità nei confronti della manovra.
Fumarola chiarisce di rispettare questa scelta, pur non condividendola. La sua critica riguarda soprattutto la decisione di ricorrere allo sciopero prima di conoscere il testo definitivo della Legge di Bilancio.
Secondo la Segretaria generale, il rischio è quello di utilizzare uno strumento particolarmente impegnativo per i lavoratori senza aver prima verificato tutte le possibilità di confronto.
La CISL ritiene inoltre necessario evitare che le conseguenze della protesta ricadano su imprese estranee alle decisioni di politica economica del Governo, soprattutto mentre sono in corso importanti negoziati sulle regole della rappresentanza.
La distinzione è quindi tra una mobilitazione finalizzata a ottenere modifiche concrete e una protesta che, secondo Fumarola, rischia di assumere un valore prevalentemente simbolico.
Una manovra da 23,5 miliardi: risorse mirate a lavoro e imprese
Sul merito della Legge di Bilancio, Fumarola richiama la necessità di utilizzare con attenzione le risorse disponibili.
La manovra, indicata nell’intervista in 23,5 miliardi di euro, si inserisce in un contesto caratterizzato da vincoli finanziari che rendono indispensabile definire priorità precise.
Per la CISL, gli interventi non devono essere distribuiti indistintamente, ma indirizzati verso obiettivi capaci di produrre benefici duraturi.
Tra i destinatari prioritari figurano lavoratori, pensionati e imprese che applicano i contratti collettivi maggiormente rappresentativi, investono nella crescita e favoriscono la partecipazione dei dipendenti.
L’impostazione proposta lega quindi il sostegno pubblico alla qualità del lavoro, alla contrattazione e alla capacità delle aziende di generare sviluppo.
Salari e premi di risultato: la proposta di stabilizzare l’imposta all’1%
Uno dei punti centrali riguarda il potere d’acquisto dei salari.
La CISL chiede di rendere strutturale la tassazione agevolata all’1% sui premi di risultato, valutando anche la possibilità di arrivare progressivamente al suo azzeramento.
L’obiettivo è rafforzare il legame tra produttività, contrattazione aziendale e retribuzioni, consentendo ai lavoratori di beneficiare maggiormente dei risultati economici raggiunti dalle imprese.
Per Fumarola, la questione salariale non può essere affrontata soltanto attraverso interventi fiscali temporanei. Occorre rafforzare la contrattazione collettiva e garantire che le retribuzioni mantengano il proprio valore nel tempo.
In questo quadro, la CISL considera imprescindibile prevedere nei contratti collettivi nazionali di lavoro meccanismi di adeguamento all’inflazione durante la vigenza contrattuale, senza ripristinare il sistema della scala mobile.
La prospettiva è quella di un modello salariale capace di coniugare tutela del reddito, contrattazione e competitività.
Fiscal drag, la CISL chiede meccanismi automatici di tutela
Un’altra questione rilevante è quella del fiscal drag, il drenaggio fiscale che può verificarsi quando gli aumenti nominali delle retribuzioni determinano un incremento del prelievo fiscale, anche in assenza di un corrispondente miglioramento del potere d’acquisto.
La CISL propone di contrastare questo fenomeno attraverso meccanismi automatici.
La richiesta assume particolare importanza in una fase nella quale molti lavoratori hanno subito gli effetti dell’inflazione sui redditi familiari.
Secondo questa impostazione, gli aumenti salariali ottenuti attraverso la contrattazione non dovrebbero essere assorbiti in misura eccessiva da un maggiore carico fiscale.
La tutela del salario reale diventa così uno degli elementi centrali della strategia sindacale sulla manovra.
Banche, assicurazioni e superprofitti: le richieste della CISL
Nel confronto sulle risorse necessarie a finanziare gli interventi economici, Fumarola esprime una valutazione favorevole al contributo richiesto a banche e assicurazioni.
La Segretaria generale propone però di ampliare la riflessione, includendo anche i superprofitti realizzati nei settori dell’energia e della logistica digitale.
La CISL ritiene che la distribuzione degli oneri debba tenere conto della diversa capacità contributiva dei settori economici.
Al tempo stesso, Fumarola esprime una contrarietà netta a nuovi condoni e rottamazioni, privilegiando una politica fiscale fondata sulla responsabilità e sull’equità.
Partecipazione dei lavoratori, servono risorse strutturali
Un ruolo centrale nella proposta della CISL è riservato alla partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese.
Fumarola chiede che la legge sulla partecipazione possa contare su finanziamenti strutturali, capaci di accompagnarne l’attuazione nel tempo.
La prospettiva è quella di rafforzare il coinvolgimento dei dipendenti nei processi organizzativi ed economici, riconoscendo nella partecipazione uno strumento di crescita della produttività e di miglioramento delle relazioni industriali.
Il tema si inserisce nella visione della CISL di un modello economico fondato sulla collaborazione tra capitale e lavoro.
Non si tratta soltanto di distribuire meglio i risultati dell’attività produttiva, ma anche di valorizzare il contributo dei lavoratori nelle decisioni e nei processi di innovazione.
Giovani e occupazione, la proposta di una Start tax
Tra i temi affrontati nell’intervista trova spazio anche il futuro delle nuove generazioni.
Nel confronto sul Libro verde, che Fumarola valuta positivamente, emerge la proposta di una Start tax per i giovani neoassunti.
L’iniziativa si inserisce in una riflessione più ampia sulle politiche per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e migliorare le opportunità occupazionali.
Accanto agli incentivi, la CISL propone di riconoscere la formazione come diritto soggettivo, rafforzando la possibilità dei lavoratori di aggiornare le proprie competenze durante l’intera vita professionale.
Un ulteriore strumento allo studio riguarda la creazione di un fondo garantito per indirizzare una parte del risparmio privato verso l’economia reale.
L’obiettivo è favorire investimenti produttivi, crescita e nuove opportunità di lavoro.
Contrattazione e rappresentanza, verso un nuovo patto sociale
Il confronto con il mondo delle imprese rappresenta un altro passaggio fondamentale.
Secondo Fumarola, esiste una convergenza sulla necessità di misurare la rappresentanza sindacale e datoriale, mentre sul terreno salariale rimangono ancora questioni da affrontare.
Tra le priorità indicate dalla CISL figura anche un accordo quadro sugli appalti, per definire regole condivise e rafforzare la tutela del lavoro.
La prospettiva è quella di arrivare a un’intesa capace di rappresentare il primo capitolo di un nuovo Patto sociale, richiamando l’esperienza del Protocollo Ciampi.
Un accordo che dovrebbe coinvolgere istituzioni, organizzazioni sindacali e imprese attorno a obiettivi condivisi di crescita, qualità del lavoro e sviluppo economico.
La campagna “Il Patto che unisce”: appuntamenti a Genova, Gioia Tauro e Roma
La scelta della CISL di privilegiare il confronto non esclude la presenza nelle piazze.
La Confederazione ha infatti annunciato la campagna “Il Patto che unisce”, articolata in tre appuntamenti territoriali.
Il primo si terrà a Genova il 7 novembre 2026, seguito da Gioia Tauro il 28 novembre e da una manifestazione a Roma a metà dicembre.
L’obiettivo è sostenere pubblicamente le proposte sindacali e coinvolgere lavoratori e cittadini in una mobilitazione orientata al confronto sulle politiche economiche e sociali.
Fumarola ribadisce inoltre che la possibilità di un’azione comune con le altre organizzazioni sindacali rimane aperta, pur nella diversità delle strategie adottate.
Giovani e proteste, Fumarola: distinguere il dissenso dalla violenza
Nella parte conclusiva dell’intervista, la Segretaria generale affronta anche il tema delle manifestazioni giovanili e degli episodi di violenza verificatisi a Milano.
Fumarola condanna senza ambiguità gli atti violenti, sottolineando che danneggiano chi lavora e compromettono la possibilità di manifestare pacificamente.
Richiama inoltre il dato dei 271 ragazzi accompagnati in questura, quattro su cinque dei quali minorenni, considerandolo un segnale che deve interrogare istituzioni e società.
La sua riflessione distingue nettamente i comportamenti violenti dalle forme civili di protesta.
I giovani che esprimono pacificamente il proprio disagio devono essere ascoltati, attraverso politiche capaci di offrire risposte concrete sul terreno della scuola, della casa e del lavoro dignitoso.
Legge di Bilancio 2027, la sfida di trasformare il confronto in risultati
La posizione espressa da Daniela Fumarola sulla Legge di Bilancio 2027 delinea una strategia sindacale fondata sulla responsabilità negoziale e sulla ricerca di risultati verificabili.
Il confronto con il Governo rimane aperto, senza rinunciare alla possibilità di contestare le misure ritenute insufficienti.
Al centro delle richieste della CISL ci sono il recupero del potere d’acquisto, la valorizzazione della contrattazione, la partecipazione dei lavoratori, gli investimenti produttivi e nuove opportunità per i giovani.
Il tema di fondo supera quindi il giudizio sulla singola manovra economica e riguarda la possibilità di costruire un modello di sviluppo nel quale salari, produttività, partecipazione e coesione sociale possano rafforzarsi reciprocamente.
Una prospettiva che attribuisce al dialogo tra Governo, imprese e sindacati un ruolo centrale nella definizione delle politiche economiche del Paese.
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