Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

San Siro, il futuro vale 2,3 miliardi | L’analisi

Cerca
ANALISI E SCENARI
OSSERVATORIO IDEE
OSSERVATORIO IMPRESE

Il nuovo San Siro non sarà soltanto la casa di Inter e Milan. Il progetto punta a trasformare lo stadio in un’infrastruttura capace di unire calcio, spettacoli, ospitalità e ricavi commerciali, aprendo però una domanda sul futuro del suo pubblico. Secondo quanto raccontano Monica Colombo e Paolo Tomaselli sul Corriere della Sera, l’impianto si chiamerà «Generali Stadium», avrà 71.500 posti e dovrebbe essere inaugurato nei primi mesi della stagione 2031-32. Il costo complessivo dell’operazione è indicato in circa 2,3 miliardi di euro, comprese le aree circostanti.

Il peso economico del progetto emerge già dal nome. Il Corriere della Sera riferisce di un’intesa ventennale per i diritti di denominazione, con un valore che si dovrebbe aggirare sui 600 milioni di euro complessivi: una cifra che, precisa il quotidiano, non è stata confermata dai diretti interessati. La scelta di mantenere un impianto condiviso risponde soprattutto a ragioni economiche. L’ipotesi di costruire due stadi separati, pur esplorata dai club, è stata accantonata.

La struttura, firmata da Norman Foster e David Manica, sorgerà accanto all’attuale Meazza. Il calendario riportato dal quotidiano prevede l’avvio dei lavori nella primavera del 2027 e l’apertura in tempo per gli Europei del 2032, organizzati da Italia e Turchia. La possibilità di ospitare la finale rappresenta un’ambizione, non un risultato acquisito: la concorrenza, osservano gli autori, sarà elevata.

Il rapporto con lo stadio esistente passa anche dall’architettura. Ottanta grandi elementi a forma di diamante, realizzati in calcestruzzo prefabbricato, comporranno la facciata, richiamando la struttura a vista del vecchio San Siro. Le superfici triangolari in teflon si illumineranno di rossonero o di nerazzurro in base alla squadra di casa. È una soluzione che prova a dare un’identità riconoscibile a un impianto destinato a restare condiviso, senza rinunciare alla distinzione tra le due tifoserie.

Secondo la descrizione del Corriere della Sera, il catino sarà articolato su due anelli, con un podio rialzato. Le curve avranno una pendenza di 37 gradi e saranno pensate come due muri di pubblico, sul modello di quello giallo di Dortmund. Il tetto non sarà retrattile e contribuirà all’alimentazione di uno stadio interamente elettrico attraverso 27 mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici. Il progetto prevede inoltre l’insonorizzazione, un elemento rilevante per i residenti e per l’utilizzo della struttura durante i concerti.

La trasformazione riguarda soprattutto l’esperienza degli spettatori e la capacità di generare entrate. Il quotidiano indica fino a 13 mila posti tra aree vip e hospitality e 1.600 sedute nei ristoranti interni. Saranno previsti anche posti affacciati sul tunnel vetrato percorso dai calciatori prima dell’ingresso in campo. A completare l’offerta ci saranno più punti ristoro, servizi igienici potenziati, ascensori e scale mobili su diversi livelli, con accessibilità per le persone con disabilità in tutti i settori.

È qui che il salto di qualità incontra il tema dell’accessibilità economica. Colombo e Tomaselli prospettano un possibile aumento dei prezzi dei biglietti, senza indicare un listino futuro. Il Corriere della Sera segnala inoltre che, escludendo gli abbonati, già il 40% dei biglietti viene venduto a spettatori stranieri con un’elevata capacità di spesa. L’espansione dell’ospitalità e dei servizi può quindi rafforzare i ricavi, ma lascia aperta la questione dello spazio che resterà al pubblico abituale e alle diverse fasce di reddito.

La partita decisiva non si giocherà soltanto sui tempi del cantiere o sulla forma della facciata. Nel racconto del Corriere della Sera, il richiamo di Manica al valore affettivo di San Siro e quello di Foster alla centralità delle curve mostrano quanto l’identità del luogo resti parte del progetto. La sfida sarà tenere insieme sostenibilità economica, comfort e partecipazione: costruire una nuova casa per Inter e Milan senza ridurre il legame con i tifosi a una voce del piano commerciale.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.