Il quotidiano spagnolo parla di «voto di castigo» contro una presidenza caotica. Ma avverte i democratici: la sfida è chiedere conto al presidente senza cadere nella vendetta. E all’Europa: l’errore più grave sarebbe aspettarsi la normalità.
In Spagna il voto americano è letto come una lezione sul rapporto tra governo e cittadini. Il titolo di El País è esplicito: i democratici dilagano alle elezioni di metà mandato cavalcando il voto di castigo contro la presidenza caoticadi Trump.
Un ribaltone raro
L’analisi è di Iker Seisdedos, corrispondente da Washington. Il giornalista ricorda un dato storico: nella storia degli Stati Uniti il partito di opposizione ha strappato entrambe le Camere in un solo voto appena sei volte.
È la misura di una sconfitta che va oltre la normale alternanza.
Le cause del castigo
Seisdedos mette in fila le ragioni del voto.
La prima è l’economia, con il costo della vita che non è sceso come promesso. La seconda è il prezzo della benzina, salito con la guerra. La terza è proprio la guerra con l’Iran, impopolare e poco spiegata. La quarta è l’egocentrismodel presidente, che ha trasformato ogni scelta in una questione personale. La quinta è la corruzione, o almeno la percezione di un potere usato per interessi privati.
È il ritratto di una presidenza che gli elettori hanno giudicato disordinata e lontana dai loro problemi.
La sfida dei democratici
Il passaggio più interessante riguarda il dopo. Per El País la vera prova dei democratici sarà chiedere conto a Trump del suo operato «senza fermarsi al revanscismo».
È un invito alla misura. Le commissioni d’inchiesta, i mandati di comparizione, il controllo sulle nomine sono strumenti legittimi. Ma se diventano solo vendetta politica, rischiano di restituire al presidente il ruolo di vittima che ha sempre saputo sfruttare.
L’avvertimento all’Europa
L’editoriale del giornale, «Elezioni di metà mandato con ripercussioni globali», allarga lo sguardo al resto del mondo.
La tesi è netta: l’errore più grave dell’Europa sarebbe aspettarsi un ritorno alla normalità. Trump resta alla Casa Bianca per altri due anni, con ampi poteri in politica estera, commerciale e militare. L’Unione europea deve continuare a costruire la propria autonomia strategica, senza scommettere su un rapido cambio di stagione a Washington.
Trump «legato mani e piedi»
Anche il quotidiano 20minutos descrive un’America che cambia rotta. Il titolo parla di una doppia vittoria che lascerà Trump «maniatado», con le mani legate, per il resto della legislatura.
Ma anche qui si ricorda che il presidente mantiene il veto, e che per superarlo servirebbero maggioranze di due terzi che i democratici non hanno.
Lo sguardo di Madrid
La stampa spagnola legge il voto come una prova di vitalità democratica. Gli elettori hanno sanzionato un governo che giudicano caotico, usando lo strumento più semplice e più potente: la scheda.
Resta però l’invito alla prudenza. La sconfitta di Trump non chiude la sua stagione, la rende più incerta. E per l’Europa l’incertezza è, ancora una volta, la variabile da cui difendersi.
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