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Benvenuti nel dopo Trump | L’analisi della stampa tedesca

Per la stampa tedesca il voto è un «cartellino rosso» e l’inizio dell’era post-Trump. Ma la Faz avverte che il successo non è tutto merito dei democratici e la Tagesschau ricorda: il presidente conserva il veto e il comando militare.

La Germania segue la politica americana con particolare attenzione, perché dalle scelte di Washington dipendono la sicurezza europea, la Nato e gran parte del commercio tedesco. Il giudizio dei giornali è severo verso Trump, ma prudente sulle conseguenze.

«Chi non vuole ascoltare deve sentire»

Il commento più tagliente è quello di Dirk Hautkapp sull’Hamburger Abendblatt. Il titolo cita un proverbio tedesco: «Chi non vuole ascoltare, deve sentire». Trump, scrive, fallisce per la sua stessa megalomania.

Hautkapp individua un responsabile preciso: «L’onda blu ha un autore». E sintetizza il metodo trumpiano in una frase: «La fedeltà ha battuto la competenza. Ora la realtà presenta il conto».

Il cartellino rosso

Il giornalista usa un’immagine calcistica: gli elettori hanno mostrato a Trump il cartellino rosso. E aggiunge che a fallire non è solo una strategia elettorale, ma l’intero modello di business politico del presidente, fondato sulla provocazione permanente.

La Faz: benvenuti nel dopo-Trump

La Frankfurter Allgemeine Zeitung, il quotidiano più autorevole della Germania, titola: «Benvenuti nell’era post-Trump». Nella diretta della notte aveva scritto che un’onda blu travolge i repubblicani di Trump.

L’analisi più articolata è del corrispondente Majid Sattar. La sua domanda è se i riflessi democratici dell’America funzionino ancora. La risposta è sì: «I riflessi democratici funzionano ancora».

Ma Sattar introduce una riserva importante. La vittoria è solo in parte merito dei democratici. Più che un’adesione al loro programma, il voto è un rifiuto del presidente.

La Tagesschau: i limiti del Congresso

La Tagesschau, il telegiornale pubblico, riporta il dibattito alla realtà istituzionale. Il nuovo Congresso potrà bloccare le leggi, avviare inchieste, rifiutare nomine. Ma il presidente conserva il diritto di veto, e una maggioranza di due terzi per superarlo non è in vista.

Resta soprattutto intatto il ruolo di comandante in capo delle forze armate, decisivo in una fase segnata dalla guerra con l’Iran.

Una sconfitta doppia

La Berliner Morgenpost parla di una «doppia batosta» per i repubblicani e di un «rifiuto brutale» della linea della Casa Bianca.

Il portale t-online osserva che il potere di Trump comincia a dissolversi, mentre lo Stern usa l’espressione ormai entrata nel lessico internazionale: «Lame Duck», anatra zoppa.

Lo sguardo di Berlino

Per la stampa tedesca la conclusione è chiara. Il voto dimostra che la democrazia americana sa ancora correggersi. Ma non autorizza illusioni.

Per due anni l’Europa dovrà confrontarsi con un presidente indebolito ma non disarmato, che potrebbe cercare all’estero, tra dazi e crisi internazionali, la forza che ha perso in patria. Il cartellino rosso è arrivato. La partita, però, non è ancora finita.

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