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La tassa sulla Borsa | L’analisi

Dalla tassa sulle transazioni finanziarie al contributo di banche, assicurazioni e gruppi energetici: dai mercati arrivano oltre 6,2 miliardi per una legge di bilancio da 26 miliardi. Meno risorse da Bruxelles, taglio dell’Irpef per il ceto medio

Il governo torna a bussare alla porta di Piazza Affari. Come ricostruisce MF-Milano Finanza, la manovra da 26 miliardi di euro attinge alla Borsa e ai grandi gruppi quotati per oltre 6,2 miliardi, tra il raddoppio della Tobin tax e i contributi chiesti a banche, assicurazioni e società energetiche, che insieme valgono circa il 60% della capitalizzazione di Piazza Affari.

Tobin tax allo 0,4%

Il primo intervento, come già accaduto con la precedente legge di bilancio, riguarda l’imposta sulle transazioni finanziarie. Secondo quanto riporta MF-Milano Finanza, l’aliquota salirebbe dall’attuale 0,2% allo 0,4% a partire dal prossimo anno sugli acquisti di azioni, strumenti finanziari partecipativi e titoli rappresentativi di società con capitalizzazione pari o superiore a 500 milioni di euro, negoziati su mercati regolamentati o sistemi multilaterali. Per gli acquisti effettuati fuori da questi mercati il prelievo passerebbe dallo 0,4% allo 0,8%.

L’obiettivo, secondo quanto fa sapere Palazzo Chigi, è raccogliere circa 500 milioni di euro. Un gettito destinato a crescere: stando a quanto risulta a MF-Milano Finanza, anche sull’onda dell’andamento positivo della Borsa milanese, nel triennio il contributo dovrebbe arrivare a 1,7 miliardi.

L'allarme degli intermediari

Il nuovo ritocco significherebbe, nell’arco di due anni, una quadruplicazione del prelievo, con l’Italia che si collocherebbe in cima alla classifica dei Paesi europei con la legislazione più sfavorevole per gli investimenti azionari. Lo sottolinea l’Associazione Intermediari Mercati Finanziari in una nota, citata da MF-Milano Finanza, dal titolo eloquente: «Una tassa contro i risparmiatori». L’esempio è concreto: «Ciò significa che su un acquisto di 10 mila euro in borsa si pagavano 10 euro nel 2025 e se ne pagano 20 nel 2026. Con l’aumento si arriverebbe a 40 euro contro zero a Francoforte o Amsterdam».

Banche e assicurazioni, il conto da 5 miliardi

Il grosso del contributo arriva però dai settori che pesano per il 60,9% del Ftse Mib. Come riferisce MF-Milano Finanza, la manovra 2027 è finanziata con ben 5 miliardi chiesti «al settore finanziario, ma è prevista una franchigia di 90 mila euro per annullare l’impatto sulle banche di prossimità e quelle cooperative», ha precisato la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri che ha approvato il ddl di Bilancio 2027.

Sul piano tecnico gli interventi passano per Irap e Ires. Per l’Irap si agisce sulle «spese amministrative e gli ammortamenti dei beni strumentali: l’imponibilità passa dal 90% al 30%, quindi c’è un abbattimento della deduzione», ha spiegato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Sul fronte Ires, l’aumento «è del 3%; per le banche passiamo dal 27,5 al 30,5% e per le assicurazioni dal 24 al 27%». Restano escluse, ha aggiunto Leo, «le società di gestione dei fondi comuni di investimento e le società di intermediazione immobiliare». A questi si aggiungono altri 700 milioni chiesti alle società energetiche e al settore dei giochi.

Meno flessibilità dall'Europa

Più contenuto, invece, l’apporto di Bruxelles: secondo MF-Milano Finanza si parla di 12,2 miliardi, a fronte dei 14,4 miliardi di flessibilità concessi dall’Unione europea. Risorse che servono a finanziare una manovra senza particolari sorprese, fatta di conferme di misure già in vigore e della convalida di interventi sollecitati negli ultimi mesi dai partiti di maggioranza, con giovani e pensionati tra i principali destinatari.

Fisco, sale la soglia del secondo scaglione

Il capitolo centrale resta quello fiscale. È stata trovata l’intesa per estendere la soglia del secondo scaglione Irpef, quello al 33%, ai redditi fino a 55 mila euro. «Con un beneficio massimo di 500 euro l’anno», ha precisato Meloni. Per gli autonomi il tetto di accesso al regime forfettario al 15% sale da 85 mila a 100 mila euro. Non trova invece spazio, almeno per ora, la detassazione delle tredicesime, mentre diventa strutturale il taglio del bollo per auto e moto di piccola cilindrata, misura che interessa 14,5 milioni di veicoli.

Imprese e sanità

Sul fronte delle imprese, riferisce MF-Milano Finanza, la manovra conferma l’Energy Release, il meccanismo promosso dal governo e gestito dal Gse (Gestore dei Servizi Energetici) a sostegno delle aziende energivore, estendendolo anche alle pmi, con una dotazione di un miliardo di euro.

Alla sanità vanno infine 5 miliardi: 3,4 miliardi in più per il Fondo sanitario nazionale e 1,6 miliardi per un voucher da 300 euro destinato agli over 75 con pensioni inferiori a 28 mila euro annui, una platea di circa 5,5 milioni di italiani.

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