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Manovra 2027: finanza ed energia pagano il conto per restare sotto il 3% di deficit, con Tobin tax e tagli di spesa | L’analisi

Tobin tax rafforzata, contributi dal settore energetico, da pensionati, ministeri e giochi: così il governo copre quasi 10 miliardi della legge di bilancio da 26 miliardi. Giorgetti punta a un deficit 2026 al 2,9% per uscire dalla procedura Ue.

Saranno soprattutto il sistema finanziario e il comparto energetico a sostenere il peso della manovra 2027. Secondo quanto riporta MF-Milano Finanza in un’analisi firmata da Marco Rogari, banche e intermediari, anche attraverso l’inasprimento della Tobin tax, insieme al settore dell’energia, a una quota non trascurabile di pensionati, ai ministeri e al mondo dei giochi, si faranno carico di poco meno di 10 miliardi di coperture a regime.

Una cifra che vale quasi il 40% della portata complessiva della legge di bilancio da 26 miliardi approvata dal Consiglio dei ministri. Il testo, come sottolinea il quotidiano finanziario, è destinato a cambiare in più punti durante l’esame parlamentare, ma senza che i saldi vengano messi in discussione.

L'obiettivo: uscire dalla procedura per deficit eccessivo

La linea dell’esecutivo è dettata da una scadenza precisa. Il governo, scrive MF-Milano Finanza, sa di non poter fallire di nuovo, nella prossima primavera, l’uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. Per questo il deficit del 2026 non potrà superare il 2,9%, come indicato negli ultimi documenti di finanza pubblica, anche per non compromettere la flessibilità già concessa da Bruxelles.

Proprio quella flessibilità rappresenta il principale sostegno della manovra appena varata. Con l’attivazione della clausola di salvaguardia da 12 miliardi, pari a 0,6 punti percentuali di disavanzo, a cui se ne aggiungeranno altrettanti nel 2028, il deficit del 2027 salirà al 3,4%.

Crescita debole e rischi sui conti

L’impianto della legge di bilancio, ricostruisce Rogari su MF-Milano Finanza, poggia su una crescita del Pil dell’1% nel 2026 e dello 0,8% il prossimo anno. Previsioni che non mettono però al riparo da sorprese: se l’economia dovesse contrarsi per effetto della crisi energetica o di un nuovo rialzo dei tassi, a rischio finirebbe l’obiettivo del 2,9% di deficit.

Lo stesso vale per il debito pubblico, che il governo stima al 138,1% del Pil quest’anno e in ulteriore crescita al 138,5% nel 2027. Uno scenario che, conclude il quotidiano, rende comprensibile la prudenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

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