Santander, Ubs, Deutsche Bank e Bnp Paribas archiviano conti positivi con utili e ricavi in aumento. In leggera flessione l’italiana Bnl
Le grandi banche europee chiudono il terzo trimestre con il segno più. Come riporta MF-Milano Finanza in un’analisi firmata da Alessandro Rigamonti, Santander, Ubs, Deutsche Bank e Bnp Paribas hanno registrato una crescita di ricavi e utili, a conferma della solidità degli istituti di credito del Vecchio continente.
Santander, ricavi oltre i 46 miliardi
Il gruppo guidato da Ana Botín ha segnato nel terzo trimestre un incremento del 19% su base annua dell’utile netto ricorrente, salito a 3,85 miliardi grazie all’aumento dei ricavi da prestiti. Diverso il quadro se si guarda all’utile netto di pertinenza: secondo quanto riferisce MF-Milano Finanza, il banco spagnolo ha registrato un calo del 2%, dovuto ai costi di ristrutturazione legati principalmente all’integrazione dell’istituto di credito statunitense Webster. I ricavi hanno raggiunto i 46,8 miliardi di euro (+8%), sostenuti da una forte crescita del margine netto di interesse e delle commissioni nette.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, Santander ha approvato un dividendo in contanti provvisorio di 12,70 centesimi di euro per azione sui risultati del 2026, il 10% in più rispetto al 2025. Il gruppo ha inoltre stimato di raggiungere gli obiettivi fissati per l’anno in corso.
Ubs, spinta dalla gestione patrimoniale
L’istituto svizzero ha chiuso il trimestre con un utile netto di 2,69 miliardi di dollari, in aumento dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e con un risultato operativo di 13,3 miliardi di dollari, cresciuto del 5%. Numeri, sottolinea MF-Milano Finanza, in linea con le previsioni degli analisti. A sostenere i conti è stata soprattutto la raccolta nella gestione patrimoniale, mentre prosegue secondo i programmi l’integrazione di Credit Suisse. La divisione Global Wealth Management ha registrato afflussi netti di nuovi asset per 55,1 miliardi di dollari.
La banca guidata da Sergio Ermotti ha riacquistato nel trimestre azioni proprie per 1,8 miliardi di dollari e punta a completare a febbraio il programma di buyback da 3 miliardi, in anticipo rispetto alla scadenza originariamente prevista per la metà del 2027.
Deutsche Bank, terzo trimestre record di fila
Positivo anche il bilancio di Deutsche Bank, che ha chiuso il trimestre con un utile ante imposte in crescita dell’8% su base annua a 2,63 miliardi di euro, oltre le attese degli analisti, e con ricavi in aumento del 4% a 8,3 miliardi. L’utile netto si è attestato a 1,9 miliardi: si tratta, ricorda MF-Milano Finanza, del terzo trimestre consecutivo con profitti record. Il risultato è stato trainato dalla crescita delle attività commerciali, in particolare nella banca corporate e nella gestione patrimoniale. L’istituto tedesco ha confermato gli obiettivi per l’intero esercizio e ha ribadito la fiducia nella possibilità di superare nel 2028 il target di rendimento del capitale tangibile (RoTE) superiore al 13%.
Bnp Paribas batte il consenso
Bnp Paribas ha registrato una crescita dell’utile del 13,5% a 3,45 miliardi, rispetto ai 3 miliardi dello stesso periodo del 2025, superando il consenso degli analisti che avevano fissato l’asticella a 3,2 miliardi. I ricavi sono cresciuti del 9,5% a 13,75 miliardi e il risultato di gestione ammonta a 4,756 miliardi, con un balzo del 17,7% su anno. Il gruppo francese ha confermato gli obiettivi per il 2026 e il 2028 e, secondo quanto riporta MF-Milano Finanza, ha annunciato anche un programma di buyback da 1,3 miliardi di euro che partirà a novembre, già autorizzato dalla Bce.
Bnl in leggera flessione
Unica nota stonata del quadro è l’italiana Bnl. La controllata del gruppo francese ha chiuso il trimestre con un utile ante imposte di 205 milioni, in calo del 2,6% rispetto al trimestre di confronto. Quest’ultimo, però, era depurato da una rivalutazione di partecipazioni che l’anno scorso aveva prodotto un beneficio di 100 milioni. Considerando anche quella voce, si legge nella nota dei conti trimestrali del gruppo citata da MF-Milano Finanza, il risultato ante imposte della banca italiana risulta in calo del 34% su base annua.
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