I quotidiani italiani raccontano un presidente «anatra zoppa» e furioso, che diventa «Mr. Veto». La Stampa evoca la fase «supernova»: la stella che brilla di più proprio prima di spegnersi. E si apre il capitolo delle conseguenze per l’Europa.
La stampa italiana segue la notte americana con una doppia chiave: il racconto della sconfitta e la preoccupazione per i suoi effetti sull’Europa, sulla Nato e sull’Ucraina.
La Stampa e la «supernova»
L’immagine più suggestiva arriva da La Stampa. Nel podcast Il mondo a pezzi il giornale parla dell’«incognita della supernova Trump».
La metafora è astronomica. La supernova è la stella che, prima di spegnersi, esplode e brilla più che mai. Così potrebbe comportarsi il presidente: indebolito in patria, tentato da gesti clamorosi per riaffermare il proprio potere.
Come l’America ha punito il magnate
Sempre su La Stampa, Alberto Simoni racconta la notte del presidente, «chiuso nel suo fortino alla Casa Bianca», mentre capiva che «la serata stava prendendo la piega che non desiderava». Si aspettava «belle sorprese», si è trovato davanti «lo scenario peggiore».
Il titolo riassume le cause della punizione: gaffe, parolacce, grandi opere e licenziamenti lampo. Un altro intervento del giornale, «Trump tra guerre e rincari», osserva che la sconfitta potrebbe spingere il presidente all’introspezione oppure alla ricerca di successi all’estero.
Repubblica: l’ira dell’anatra zoppa
La Repubblica, con Paolo Mastrolilli, titola sull’«ira di Trump anatra zoppa». Il presidente attacca tutto il giorno, poi concede: «Sono assolutamente disposto ad accettare i risultati», «Lavorerò con i democratici».
Ma il giornale avverte che dietro la disponibilità c’è la promessa di usare i suoi «enormi poteri». E aggiunge un’ipotesi inquietante: per coprire la sconfitta, Trump potrebbe colpire ancora l’Iran.
Corriere: la notte più difficile
Il Corriere della Sera apre con un titolo eloquente: «Midterm, l’America boccia Trump», sottolineando che sul suo social il presidente diventa «Mr. Veto».
Il quotidiano racconta «la notte più difficile» di Trump, tra la rivendicazione «Se fossi stato sulla scheda avremmo vinto con una vittoria schiacciante» e gli attacchi a Fox News, accusata di dare troppo spazio ai democratici.
In un’intervista al Corriere il politologo di Stanford David Brady frena però sulle letture troppo ampie: non siamo davanti a un riallineamento classicodell’elettorato, ma a un voto contro il governo in carica.
Il Messaggero: incertezze e scenari
Il Messaggero sceglie la chiave dell’incertezza. Il suo editoriale, «Incertezze e nuovi scenari», descrive una fase in cui nessuno, né a Washington né in Europa, può prevedere come si muoverà un presidente senza più il controllo del Congresso.
Le conseguenze per l’Europa
È il tema che preoccupa di più la stampa italiana. Quotidiano.net analizza le conseguenze internazionali della sconfitta, dalla guerra in Ucraina ai rapporti con l’Europa.
L’Ansa racconta la prudenza dell’Unione europea: a Bruxelles si ritiene che nei rapporti con Trump cambierà poco, perché politica estera e commerciale restano in larga parte nelle mani della Casa Bianca.
Il Giornale segnala invece un rischio per la Nato: nel nuovo Congresso, tra i repubblicani, ci saranno meno amici di Kiev, e il sostegno all’Ucraina potrebbe diventare più fragile.
Lo sguardo dell’Italia
Il quadro dei giornali italiani è dunque in chiaroscuro. C’è la constatazione di una sconfitta netta, che restituisce peso al Congresso e alla democrazia americana.
E c’è il timore che la fase supernova porti scelte imprevedibili, con effetti diretti su un Paese come l’Italia, legato agli Stati Uniti da alleanza, commercio e sicurezza. Per Roma, come per le altre capitali europee, i prossimi due anni saranno un esercizio di equilibrio.
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