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Pnrr: +9,2% di Pil entro il 2031, decisive le riforme | Le stime

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza continuerà a sostenere la crescita italiana ben oltre la sua conclusione formale.

Secondo il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), come riportato da MF – Milano Finanza, nel 2031 l’impatto complessivo del Recovery Plan, tra riforme e investimenti, sul Pil italiano raggiungerà il 9,2%.

Nelle sue 158 pagine il Dpfp, perno e cornice contabile della manovra, riconosce che negli ultimi cinque anni l’economia italiana è andata avanti in larga parte grazie alle risorse del Pnrr e che l’effetto traino si farà sentire anche nei prossimi cinque, fino al 2031.

Lo stesso governo ammette che, senza il Piano, l’Italia sarebbe andata incontro a una stagnazione, se non a una recessione, complici soprattutto le tensioni geopolitiche, dalla Russia all’Iran.

Il ruolo centrale del Recovery Plan resta tale anche ora che si avvicina la chiusura del grande programma di riforme e investimenti pubblici finanziato dall’Unione europea.

“Con la trasmissione alla Commissione europea della richiesta di pagamento della decima e ultima rata e alla luce del conseguimento dei 156 obiettivi a essa associati si ritiene che l’intero percorso attuativo del Pnrr possa considerarsi completato entro il 2026”, si legge nel documento.

L’entità dell’impatto dipenderà comunque dall’attuazione: lo scenario stimato varia tra un +6,6% nel caso in cui riforme e investimenti incontrino qualche ostacolo e un +5,1% in presenza di difficoltà più significative.

A fare la differenza sono soprattutto le riforme.

Quelle già attuate contribuirebbero a un aumento del Pil del 3,9% nel 2031 rispetto a uno scenario senza Piano, cui si aggiunge un potenziale ulteriore 0,5% legato alle riforme programmate, per un totale del 4,4%.

Gli effetti più rilevanti, spiega il Dpfp, “sarebbero riconducibili alle riforme nei settori dell’istruzione e della ricerca nonché alle politiche attive del mercato del lavoro, confermando la rilevanza strategica di tali ambiti nel sostenere la crescita potenziale”.

Sul fronte degli investimenti, l’impatto del capitale già messo a terra sul Pil sarà dell’1,4% nel 2031.

A questo si aggiungerebbe un ulteriore 0,8% connesso agli investimenti ancora da realizzare, “riconducibile sia all’impatto diretto della maggiore spesa sia agli effetti di medio periodo connessi all’accumulazione di capitale pubblico”.

In sintesi, anche a programma concluso, il Pnrr è destinato a restare a lungo un fattore determinante per la crescita del Paese.

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