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Emergenza casa, il modello Scampia per l’Italia I L’analisi di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci

Il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci rilancia: serve un patto tra centro e periferia e la sinistra deve farsene promotrice.

Oltre 500 nuovi alloggi popolari destinati agli sgomberati delle Vele di Scampia: è il piano portato avanti a Napoli dal sindaco Gaetano Manfredi per rispondere alla “fame” di case.

Un’esperienza che, secondo il primo cittadino, può diventare un modello per tutto il Paese.

Lo ha spiegato in un’intervista ad Antonio Di Costanzo per la Repubblica.

“È un’operazione innovativa, prevista dalla legge regionale campana, resa possibile dall’utilizzo virtuoso dei fondi Pnrr, ma soprattutto grazie alla partecipazione dei cittadini di Scampia al percorso di rigenerazione urbana e sociale”, ha spiegato Manfredi.

“Chi abitava nelle Vele, e ha i requisiti, avrà una casa degna in cui vivere e un futuro: Scampia non è più Gomorra. Questo modello si può replicare a livello nazionale”.

Il Piano casa e il ruolo dei Comuni

Nella veste di presidente dell’Anci, Manfredi guarda al confronto con il governo.

“La discussione si è aperta molti mesi fa. L’approvazione del Piano casa rappresenta una prima risposta alle esigenze delle comunità, ma occorre una politica nazionale strutturale e i Comuni devono essere dotati di strumenti concreti per gestire le politiche abitative”.

Il sindaco sottolinea come oggi “anche il ceto medio ha difficoltà a trovare casa” e indica la necessità di “azioni calibrate che guardino alle diverse esigenze dei cittadini, dalle persone più fragili agli studenti, dagli affitti brevi al comparto turistico”, oltre a “modelli abitativi che valorizzino il patrimonio pubblico”.

In un Paese in cui il 70 per cento delle famiglie è proprietario di casa, ma con un mercato degli affitti fermo e sempre più gravoso nelle grandi città, Manfredi osserva: “Tradizionalmente l’Italia è legata alla proprietà degli immobili. La società però è in continua evoluzione e ogni fascia sociale ha la sua esigenza. Le politiche devono essere integrate e specifiche: incrementare l’housing sociale, incentivare acquisti o affitti per le coppie giovani, costruire quartieri vivi e dotati di servizi invece che ghetti buoni solo per dormire”.

Nuovi alloggi, ma anche manutenzione

Costruire nuove case popolari “può essere una delle soluzioni praticabili”, ma per il sindaco c’è un’altra priorità: “Mettere mano alla manutenzione degli edifici popolari di competenza di Comuni e Regioni. Troviamo le risorse per rendere sicure e accoglienti le abitazioni che già ci sono”.

Turismo e centro storico

Sul fronte dell’overtourism, con la norma che a Napoli limita al 30 per cento la quota di alloggi del centro antico destinabili a B&B, Manfredi respinge la contrapposizione: “Non si tratta di mettere il turismo, che tanto sviluppo sta creando da noi, contro i residenti. Nel centro storico tutelato dall’Unesco abbiamo approvato una norma che da una parte evita il rischio di una concentrazione di attività ricettive e dall’altra allarga la città rendendo attrattive zone più periferiche. Il tutto in una cornice di norme omogenee per reggere all’urto dei ricorsi giudiziari”.

Il rischio di una protesta come in Spagna

Guardando alle mobilitazioni spagnole sul caro affitti, il sindaco avverte: “Non farà bene a nessuno cavalcare una guerra tra proprietari e affittuari: è doveroso per un Paese moderno e progressista creare le condizioni per un patto sociale condiviso. L’inflazione aumenta per tutti e i populismi creano nemici e non soluzioni”.

La casa nel programma del centrosinistra

Infine, un messaggio alla sua area politica.

“Nei decenni passati, la sinistra ha contribuito in buona fede a costruire quartieri-dormitori divenuti periferie invivibili. La sfida è abbattere definitivamente la contrapposizione tra centro e periferie: non è un’utopia, il modello Scampia lo dimostra”.

E conclude: “I cittadini chiedono risposte concrete alla politica, evitiamo che nel vuoto si insinui la destra populista capace solo di alimentare facili illusioni e una dannosa guerra tra poveri”.

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