“Rilanceremo la produzione dell’ex-Ilva”, un polo irrinunciabile per l’industria italiana ma anche europea. Questa la promessa fatta dal ministro delle Imprese e delle Made in Italy, Adolfo Urso. Eppure l’ingresso ufficiale in amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia (AdI) e il completamento della triade di commissari (Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli) per gestire l’uscita dalla crisi non ha sradicato di colpo i problemi della società.
La questione principale resta la mancanza di liquidità dell’ex-Ilva, laddove solo per tenerla in vita servirebbero, a quanto risulta a MF-Milano Finanza, 1,5 miliardi di euro. A cui andrebbero poi aggiunti altri 1,5 miliardi per riportarla in attività. Per tornare invece alla capacità produttiva di 6 milioni di tonnellate di acciaio annue, livello che permette di avere margine, i miliardi da investire sarebbero 4-5.
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