Le violente proteste che hanno scosso la Francia rischiano di trasformarsi in uno dei più pesanti eventi di perdita legati a disordini sociali mai registrati dal settore assicurativo del Paese.
E mentre il conto sale, il governo di Parigi cerca l’approvazione dell’Unione europea per rendere obbligatoria una copertura contro le rivolte sostenuta dallo Stato per tutti gli immobili.
Secondo quanto riporta il Financial Times, gli analisti di Morningstar DBRS stimano perdite fino a 1,2 miliardi di euro per le compagnie, mentre i broker ritengono che i danni potrebbero superare la soglia del miliardo.
Anche se nelle strade la situazione è tornata più calma, gli operatori avvertono che i costi sono destinati a crescere ulteriormente se le tensioni dovessero proseguire.
Rivolte come catastrofi naturali
In Francia i disordini stanno diventando “come le catastrofi naturali”, ha spiegato al quotidiano britannico Marcos Alvarez, analista di Morningstar: ormai ci si attende ogni anno almeno un evento capace di provocare danni per centinaia di milioni di euro.
Le perdite causate dalle proteste dello scorso fine settimana hanno rapidamente superato gli oltre 700 milioni di euro di danni assicurati registrati durante le rivolte del 2023, che pure si erano protratte per più di una settimana.
Secondo Alvarez, ciò dipende dal fatto che la recente ondata di violenza è stata “molto intensa e diffusa”, ma anche dall’inflazione, che ha fatto lievitare il costo dei danni.
Nel fine settimana la Francia è stata attraversata da proteste di massa, inizialmente in larga parte pacifiche, poi degenerate in saccheggi e attacchi agli edifici.
Il precedente del 2023
Nel 2023 le manifestazioni con danni alle proprietà si erano ripetute più volte, spingendo il governo ad avviare il lavoro sul piano assicurativo.
Ci furono mesi di proteste periodiche contro l’impopolare riforma del presidente Emmanuel Macron che innalzava l’età pensionabile, seguiti a luglio da un’esplosione di rivolte dopo l’uccisione di un adolescente da parte della polizia.
Quei disordini estivi costarono agli assicuratori 798 milioni di euro, secondo l’associazione di categoria France Assureurs.
Le compagnie si tutelano
Negli anni le compagnie private hanno cercato di ridurre la propria esposizione ai disordini sociali.
Alcune hanno introdotto esclusioni per “scioperi, sommosse e tumulti civili”, note con la sigla SRCC, costringendo le imprese ad acquistare una polizza separata per coprire questi rischi.
Altre hanno accettato di continuare a garantire la copertura, ma fissando un tetto ai risarcimenti.
Esclusioni e limitazioni per questo tipo di eventi si sono diffuse a partire dal 2018, con l’esplosione delle proteste dei gilet gialli, ha spiegato al Financial Times David Méheut, avvocato assicurativo dello studio Clyde & Co.
Le polizze private specifiche contro le rivolte esistono ancora, ha precisato, ma “c’è la volontà di rispondere a un problema politico, ovvero che alcune persone non sono assicurate”.
La legge e il nodo europeo
La frustrazione delle imprese per quella che viene percepita come una carenza di copertura ha spinto la Francia ad approvare una legge che rende l’assicurazione contro le rivolte parte obbligatoria di ogni polizza sugli immobili.
Se Bruxelles stabilirà che la norma non viola le regole sugli aiuti di Stato, il sistema sarà finanziato attraverso un prelievo sulle compagnie, che con ogni probabilità verrà trasferito sui clienti.
Il monito di Axa
L’amministratore delegato di Axa, Thomas Buberl, ha affermato che il governo deve trarre insegnamento dalle rivolte, senza contare sugli assicuratori per coprire le perdite. “Credo che lo Stato debba davvero assolvere al proprio compito di garantire la sicurezza interna e, dopo questo fine settimana, non dovrebbe esserci un secondo o un terzo fine settimana come questo”, ha dichiarato al Financial Times.
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